Il 15% degli italiani è antisemita. E il 7% nega l’Olocausto: episodi di intolleranza triplicati

Pubblicati i dati Censis rielaborati da De Rita: quasi il 10% si sentirebbe a disagio a lavorare con un ebreo

Nell’ultimo anno si è assistito a un vero e proprio boom dell’antisemitismo. Emerge dai dati rielaborati da Giulio De Rita, ricercatore del CENSIS, che sono stati illustrati presso la Sinagoga Centrale di Milano nel corso di “Un anno dal Pogrom – Il dramma dei Rapiti e la nuova ondata di antisemitismo”, evento di commemorazione del 7 ottobre organizzato dalla Comunità Ebraica di Milano. Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Antisemitismo del CENSIS, gli episodi di intolleranza verso gli ebrei sono mediamente circa 20 ogni mese e, nei mesi che vanno da ottobre 2023 a marzo 2024, si sono triplicati.

Gli ebrei in Italia sono circa 25.000, ma solo un italiano su 10 è in grado di stimarne il numero, 3,5 italiani su 10 tendono a sovrastimarli (il 10% addirittura intorno al milione), i restanti 5,5 italiani su dieci dicono di non saperne il numero. Stando sempre ai dati, ci sarebbe in Italia un antisemitismo radicato e severo che riguarda circa un 15% della popolazione: il 13% ritiene non importante “che le nuove generazioni conservino nella memoria la tragedia della Shoah”; il 7% nega l’Olocausto, al tempo stesso meno della metà degli italiani sa che il negazionismo è un reato; il 9% afferma che si sentirebbe a disagio a lavorare con un ebreo (cui si aggiunge un 11% che si sentirebbero “un po’” a disagio); il 10% non vorrebbe mai che sua/o figlia/o avesse una storia d’amore con un/una ebreo/a (cui si aggiunge un 16% che ne sarebbe infastidito).

L’ostilità, sempre secondo l’indagine, deriverebbe da alcuni pregiudizi, tra cui: il 28% degli italiani non li considera pienamente integrati nella società italiana; il 27% sovrastima l’influenza della comunità ebraica nel Paese; il 27% pensa che si sentano superiori agli altri.

“Al di là dei deprecabili episodi di violenza, permane in Italia un significativo antisemitismo culturale, in un mix di pregiudizi e invidie per un presunto potere economico politico e mediatico”, commenta De Rita, secondo cui “sarà sempre più dura resistere alle pressioni omologanti, senza alimentare pregiudizi e invidie e quindi, purtroppo, anche ostilità”. – Fonte Agenzia Dire www.dire.it –

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