Quale Italia costruire e quale ruolo affidare alle istituzioni, alla formazione e alla responsabilità pubblica? Sono le domande al centro dell’incontro “Pensare l’Italia – Alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa”, in programma giovedì prossimo, alle 10.30, alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, in occasione dell’inaugurazione dell’anno formativo 2026-2027 della Scuola Nazionale di Formazione Socio-Politica “Giorgio La Pira”.
Un appuntamento che vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo accademico, giudiziario, sindacale e giornalistico, con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale presente attraverso il suo rettore, Marco Dell’Isola.
Sarà proprio il confronto tra esperienze e competenze differenti a caratterizzare la giornata, pensata per approfondire questioni centrali per la vita democratica del Paese: il bene comune, l’etica della responsabilità e il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Dopo i saluti istituzionali del rettore della Pontificia Università Urbaniana, Vincenzo Buonomo, e del rettore dell’ateneo cassinate, interverranno Raffaele Cantone, procuratore della Repubblica di Salerno; Enrico Coppotelli, segretario generale della CISL Lazio; Gennaro Curcio, segretario generale dell’Istituto internazionale “Jacques Maritain”; Ignazio Ingrao, vaticanista Rai; e Giulio Prosperetti, vicepresidente della Corte costituzionale.
I lavori saranno presieduti da Luigi Di Santo, direttore scientifico della Scuola “Giorgio La Pira”. Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Punzi, presidente della Scuola e docente della Luiss di Roma. La moderazione sarà curata da Andrea Santopietro, sindaco di Selvino, in provincia di Bergamo.
L’iniziativa segna l’avvio di un nuovo percorso formativo rivolto soprattutto a giovani studiosi e amministratori, ma aperto a chiunque voglia comprendere più a fondo le dinamiche della società e il funzionamento delle istituzioni.
«L’appuntamento – spiega Luigi Di Santo – intende offrire una riflessione alta e plurale sul futuro dell’Italia, alla luce dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa». Un’occasione, dunque, per interrogarsi sulle responsabilità di chi opera nella vita pubblica e sul valore di una formazione capace di coniugare conoscenza, attenzione alle persone e impegno per la comunità.