“Ad oltre una settimana dal disastroso incendio che ha devastato l’impianto di trattamento rifiuti Remat di San Giorgio a Liri, apprendiamo dagli ultimi aggiornamenti che i valori di diossina registrati in aria risulterebbero in calo. Tuttavia, questo dato, per quanto atteso e rassicurante nel breve termine, non deve in alcun modo trasformarsi in un pretesto istituzionale per abbassare la guardia o per minimizzare un’emergenza che ha già profondamente compromesso la salubrità del nostro territorio”. – Ad intervenire è Europa Verde provincia di Frosinone.
“Il calo dei valori atmosferici – che nei giorni scorsi hanno raggiunto per la diossina e PCB valori dieci volte superiori a quelli che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) certificano inequivocabilmente la presenza di una sorgente tossica – non cancella il gravissimo problema del bioaccumulo degli inquinanti nel suolo, nelle falde acquifere e nella catena alimentare. Le conseguenze e i rischi per la salute pubblica restano una ferita aperta su cui non tollereremo il consueto “muro di gomma”. Come Europa Verde provincia di Frosinone, non intendiamo fare alcun passo indietro. Anzi, di fronte all’inerzia e alla burocratizzazione dell’emergenza, rilanciamo con assoluta fermezza le richieste già avanzate ai Sindaci dei Comuni coinvolti”.
Le richieste di Europa Verde
I verdi chiedono trasparenza totale sugli atti: richiediamo formalmente e con la massima urgenza la consegna e la pubblicazione di tutti gli atti, i registri e i rapporti tecnici dettagliati dell’ARPA Lazio relativi a quanto accaduto. Il monitoraggio biologico immediato: pretendiamo l’attivazione di un piano straordinario di monitoraggio biologico a campione sulla popolazione residente e sugli animali da allevamento, per valutare in modo inequivocabile l’effettivo bioaccumulo di inquinanti. Un tavolo di crisi permanente: riteniamo urgente l’istituzione di un tavolo di crisi permanente e trasparente, che comunichi quotidianamente con i cittadini prescrivendo i comportamenti da adottare, le precauzioni sanitarie necessarie e lo stato di avanzamento delle bonifiche.
Alla luce degli ultimi sviluppi e del drammatico impatto che questo disastro ecologico sta avendo sul tessuto sociale ed economico locale, ampliamo il nostro fronte di lotta inserendo nuove e inderogabili richieste alle istituzioni preposte: rafforzamento del monitoraggio e sorveglianza sanitaria; chiediamo controlli stringenti e continui non solo sulla qualità dell’aria, ma anche del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, e dell’intera filiera agroalimentare. Vogliamo la massima trasparenza con la pubblicazione costante dei risultati, l’attivazione di uno sportello informativo dedicato ai cittadini per rispondere a dubbi e timori, e l’avvio immediato di un percorso di sorveglianza sanitaria specifico per tutta la popolazione potenzialmente esposta.
Dichiarazione dello stato di calamità e di emergenza ambientale: i dati disponibili e le ordinanze già emanate delineano uno scenario critico che avrà ripercussioni a lungo termine non solo sulla salute, ma anche sull’economia locale e sul comparto agricolo, oggi in ginocchio. Chiediamo l’attivazione di fondi straordinari e misure di sostegno economico dirette per i cittadini, gli agricoltori e le imprese coinvolte che stanno pagando il prezzo di questo disastro.
Chiusura definitiva, bonifica e commissariamento: non c’è più spazio per i compromessi. Pretendiamo la chiusura definitiva dell’impianto Remat e l’immediata bonifica dell’intera area. Chiediamo inoltre il commissariamento straordinario della società, affinché tutte le operazioni di messa in sicurezza vengano sottratte a logiche private e affidate a un soggetto terzo che operi esclusivamente e rigorosamente nell’interesse della tutela della salute pubblica e dell’ambiente”. – Concludono da Europa Verde provincia di Frosinone.