A pochi giorni dal vasto incendio che il 12 luglio ha interessato l’impianto di trattamento e smaltimento rifiuti Remat di San Giorgio a Liri, cresce la preoccupazione tra i cittadini. Europa Verde Provincia di Frosinone torna sull’emergenza ambientale chiedendo maggiore chiarezza alle istituzioni e interventi concreti a tutela della popolazione.
“L’imponente colonna di fumo nero sprigionata dalla combustione di tonnellate di materiale plastico e cartaceo – sottolinea Europa Verde – ha coinvolto un intero territorio, alimentando paura e preoccupazione nelle comunità locali”.
Il movimento ambientalista punta l’attenzione sui primi dati diffusi da ARPA Lazio, in particolare sui valori relativi alle diossine. “Le analisi effettuate nei giorni successivi al rogo hanno rilevato valori di diossina pari a 0,75 pg/m³ – afferma Europa Verde –. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica in 0,3 pg/m³ il valore oltre il quale viene certificata la presenza di una sorgente tossica. Il fatto che non esista un riferimento normativo nazionale specifico per le diossine nell’aria ambiente non può essere utilizzato per minimizzare il problema: l’assenza di un limite di legge non significa che una sostanza non sia dannosa”.
Secondo Europa Verde, inoltre, la comunicazione istituzionale sarebbe stata poco chiara per i cittadini coinvolti. “Chi si trova nel mezzo di un’emergenza ambientale non ha bisogno soltanto di numeri e riferimenti tecnici, ma di indicazioni precise: sapere se può aprire le finestre, se i bambini possono stare all’aperto, se i prodotti degli orti e gli animali possono essere considerati sicuri”.
Il movimento interviene anche sul tema dei PCB (policlorobifenili), richiamati nei dati ARPA. “Presentare valori all’interno di un intervallo molto ampio rischia di ridurre la percezione del rischio. Occorre considerare anche il problema del bioaccumulo di diossine e PCB negli organismi umani e animali”.
Europa Verde critica inoltre l’uso di un linguaggio troppo tecnico nelle comunicazioni ufficiali. “Termini come tossicità equivalente, idrocarburi policiclici aromatici e continui richiami normativi rischiano di creare una distanza tra istituzioni e cittadini. In una situazione di emergenza servono spiegazioni semplici e trasparenti”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo nella gestione dell’emergenza. “Servono concretezza, chiarezza, competenza e vicinanza alla popolazione. Chiediamo al sindaco di Pignataro Interamna e agli amministratori dei Comuni coinvolti di acquisire tutti gli atti, i registri e i rapporti tecnici dell’ARPA Lazio relativi all’incendio della Remat”.
Europa Verde chiede inoltre l’attivazione di “un piano straordinario di monitoraggio biologico sulla popolazione residente e sugli animali da allevamento” e l’istituzione di “un tavolo di crisi permanente e trasparente, capace di comunicare quotidianamente ai cittadini le prescrizioni sanitarie e l’avanzamento delle bonifiche”.
“Ogni cittadino di San Giorgio a Liri, dei comuni confinanti e dell’intero territorio, dove i fumi sono arrivati fino a Cassino – conclude Europa Verde – ha il diritto di sapere cosa è accaduto, cosa è bruciato nei capannoni e quali sono i rischi reali per la salute”.
Nel mirino del movimento anche il quadro più generale dell’emergenza ambientale in provincia: “Dalla Valle del Sacco all’incendio Mecoris di Frosinone, dal Nocione di Cassino alle emissioni del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, fino ai numerosi roghi industriali, emerge un filo conduttore che non può più essere ignorato. La salute pubblica non può essere sacrificata al profitto e alla cattiva gestione del territorio”.