I consiglieri del Partito democratico intervengono sulla crisi che attraversa la maggioranza al Comune di Frosinone.
«Credo – commenta il consigliere Fabrizio Cristofari – che la rappresentazione dell’ultimo periodo dimostri il fallimento e l’arroganza del centrodestra. La volontà che traspare da queste vicende è comunque quella di andare avanti, nonostante ultimatum e penultimatum del sindaco. Penso che non stiano dando una buona immagine dell’amministrazione ai cittadini e, soprattutto, che dimostrino come noi, in quanto consiglieri comunali, non ci stiamo occupando dei problemi veri di Frosinone. Ma questa è una crisi tutta interna al centrodestra: la responsabilità della mancata elezione del presidente del Consiglio comunale è del centrodestra. Noi abbiamo cercato di dare in aula la nostra disponibilità a trovare una soluzione. Quanto alla seduta che arriva adesso… fusse che fusse la vorta bbona».
“Questa è una telenovela difficile da seguire e, di ora in ora, letteralmente incredibile”, scandisce il consigliere dem Norberto Venturi, già componente dell’Ufficio di presidenza. “Le ultime notizie parlano della scelta del sindaco di allungare i tempi della decisione, se ritirare o meno le dimissioni, facendo convocare un Consiglio comunale nel quale si dovrebbero eleggere i membri dell’Ufficio di presidenza. Siamo alle solite: non si vuole capire che, nonostante orpelli legali e interpretazioni di dubbia oggettività, che purtroppo ci capita di veder espresse anche da organi istituzionali, l’elezione del presidente deve avvenire prima dell’elezione dell’Ufficio di presidenza. Qui eleggiamo il sostituto prima del titolare: è una cosa che non si capisce, e non so in quale principio di legalità affondi le radici”.
“Dovrebbe venire in aula a dire la verità, coinvolgendo anche la minoranza”
“Tutto questo avviene – spiega ancora Venturi – perché non ci sono le condizioni per eleggere il titolare. Credo che siamo l’unico caso del genere in Italia. È impossibile pensare di andare avanti così a quattro, cinque mesi dalle dimissioni. Non parliamo di un presidente momentaneamente assente, ma di un presidente dimissionario, sostituito dal vicepresidente vicario, che però non è in grado di svolgere la funzione perché privo di un Ufficio di presidenza”.
Venturi ricorda poi che “gli organismi si eleggono nello stesso momento e cadono nello stesso momento. Non comprendo a quale grado di deformazione del buonsenso, delle regole e delle leggi si possa arrivare nella nostra città pur di non assumersi una banale responsabilità. Il sindaco dovrebbe venire in Consiglio e dire onestamente: ‘Signori consiglieri, non ci sono le condizioni per eleggere il presidente d’aula, perché la mia maggioranza non riesce a farlo. Poiché ritengo che l’amministrazione debba completare il suo ciclo e che, nell’interesse di tutti, si debba arrivare alla scadenza naturale, chiedo all’intero Consiglio se esistono le condizioni per un’iniziativa comune’. Mastrangeli chiuderebbe così questa penosa fase, mettendo tutti i consiglieri, anche quelli di opposizione, di fronte alle proprie responsabilità. È l’unica cosa politicamente corretta da fare: dica la verità sulle cose”.