La “guerra dei manifesti”, così viene ormai definito questo comportamento scorretto dai colleghi dello stesso settore. Si tratta dei necrologi cartacei normalmente affissi negli spazi concessi: può capitare che le bacheche siano sature e non ci sia superficie libera per affiggerne altri, come anche succede che nella “guerra dei manifesti” ci sia chi, di proposito, incolli gli annunci funebri su quelli della concorrenza.
Purtroppo ad Arpino non è un episodio isolato, in diverse occasioni la nostra redazione si è occupata di mancanze di riguardo del genere che, a prescindere dalla “rivalità” tra agenzie funebri, offendono in primis le famiglie dei defunti. Manifesti che coprono gli altri avvisi, tra l’altro affissi poco prima, che riportano la morte o il trigesimo come anche il ringraziamento dei parenti. Oppure strappati, in parte o a brandelli, e gettati a terra. Le immagini fanno riferimento ad annunci che comunicano di messe in suffragio ad un mese oppure ad una anno dal decesso, coperti prima ancora della data della celebrazione, quando intorno ce ne sono di più “vecchi”. Non si può trattare di sviste o distrazione, questa è una mansione che richiede rispetto assoluto. Le famiglie ovviamente hanno notato e lamentato l’ignobile scorrettezza, con l’auspicio che tali circostanze non accadano mai più.

