La piazza del 20 marzo, tutti in corteo a Cassino per far sentire il grido del Sud Lazio: salviamo la “Fiat”

Alle ore 9 in Piazza De Gasperi partenza del corteo con comizio in Piazza Diaz dei segretari nazionali dei sindacati dei metalmeccanici

Appuntamento oggi a Cassino per chi vuol solidarizzare con i lavoratori di Stellantis e dell’indotto e vuol urlare che la “Fiat di Piedimonte San Germano” – con questo nome è stata realizzata la grande fabbrica grazie al contributo della Cassa per il Mezzogiorno 55 anni fa – non deve chiudere ed anzi deve riprendere a produrre vetture, dopo oltre cinque anni di smantellamenti e di progressivo spegnimento portati avanti dolosamente dalle strategie della multinazionale francese. La manifestazione promossa da Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Ugl metalmeccanici e Fismic vedrà un punto stampa iniziale alle 8,45 in Piazza De Gasperi, con tutti i segretari generali delle organizzazioni sindacali. Da lì attorno alle 9 prenderà il via il corteo che, passando per via Riccardo da San Germano, percorrerà Corso della Repubblica fino ad arrivare in Piazza Diaz alle 10,45: qui si terrà il comizio dei segretari Rocco Palombella, Sara Rinaudo, Michele De Palma, Antonio Spera e Ferdinando Uliano.

In arrivo delegazioni di metalmeccanici da varie parti d’Italia

Tutte le amministrazioni comunali della provincia sono state invitate e saranno presenti esponenti politici di tutti gli schieramenti. Attesi esponenti della giunta Rocca e dell’amministrazione provinciale. Attese delegazioni di lavoratori metalmeccanici dalla Campania, dalla Toscana, dall’Emilia Romagna e da Torino. Hanno aderito gli studenti delle scuole superiori e le organizzazioni dei commercianti. “Qui produciamo i modelli Fca non siamo ancora entrati produttivamente nell’era Stellantis – annota il segretario generale della Fiom di Frosinone e Latina, Andrea Di Traglia -. Così lo stabilimento produce non auto ma povertà, cassa integrazione e desertificazione industriale. Stellantis non ha fatto uscire dalle officine nulla di suo avendo cancellato l’elettrificazione ma ci ha risucchiati vivi in quella che lei chiama efficienza ma che si riduce a mancate produzioni. Al di là del fatto che parliamo di un declino che parte da lontano, è una realtà che qui a Cassino siamo quelli che hanno saltano il giro, rispetto ad altri siti produttivi”.

Gli stipendi non pagati e poi sbloccati ai 70 lavoratori Atlas

Proprio nelle ultime ore una settantina di lavoratori della società Atlas (pulizie civili e industriali) s’è vista bloccare gli stipendi solo successivamente sbloccati. “È l’ennesima vicenda che indica la situazione dell’indotto – commenta Di Traglia – emblematica quanto le vertenze Trasnova, Logitech e Teknoservice: si gioca sulle spalle dei lavoratori per un mero e semplice contrattare al ribasso ed al risparmio. Nel contempo Stellantis proponeva ai propri dipendenti di andare a sostituire le lavorazioni di pulizia. Ecco perché diciamo che lo stabilimento oggi produce povertà. Quel che vediamo è la conseguenza delle scelte di non investire; di internalizzare i servizi e non prorogarne gli appalti, di andare a guardare altrove con i piani industriali. Scelte che portano alla circostanza che in Italia gli unici soldi investiti da Stellantis sono quelli finalizzati alle uscite incentivate”.

Di Traglia: siamo fermi ai modelli Fca, qui si produce solo povertà

“Anche sotto questo punto di vista, quanto a riduzione di organici, siamo la punta avanzata di questa desertificazione – alza il tono il segretario Fiom-Cgil Frosinone-Latina – con gli unici numeri che crescono relativi allo stato di crisi che sta attanagliando non solo chi ci lavora con Stellantis ma esporta povertà e crisi e la proietta in tutto il sistema del tessuto economico e sociale. Su un territorio che vive di questo si ripercuote subito l’impatto su tutto quello che circonda la vita di un cittadino a partire dal commercio per investire anche altri settori. Le serrande più chiuse che aperte nei centri commerciali le spieghiamo così, come fanno a spendere lavoratori che percepiscono 1100 euro di stipendio mensile? L’appello ultimo a partecipare, quindi, è rivolto davvero a tutti: istituzioni, associazioni, lavoratrici e lavoratori, perché il problema automotive riguarda l’intero territorio”.

Fontana annuncia l’adesione M5S: urgono risposte industriali chiare

Sul fronte politico la deputata Ilaria Fontana ha annunciato l’adesione del Movimento 5 Stelle alla manifestazione: “La crisi dello stabilimento di Piedimonte San Germano riguarda solo un’azienda ma un intero territorio e centinaia di famiglie. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i segnali di difficoltà, tra rallentamenti produttivi, ricorso agli ammortizzatori sociali e crescente incertezza per l’indotto. Una situazione che richiede risposte industriali chiare e una strategia seria per il futuro dell’automotive italiano. Non è accettabile che, mentre agli operai viene negato il premio di risultato e si continua a chiedere sacrifici ai lavoratori, ai vertici aziendali vengano riconosciuti compensi milionari. È il simbolo di un sistema profondamente squilibrato, in cui chi tiene in piedi gli stabilimenti paga il prezzo più alto delle scelte industriali sbagliate”.

Sostegno del Pd da Migliorelli e dai circoli del Sud Pontino

“Lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di Stellantis e dell’indotto del 20 marzo è una mobilitazione che chiama in causa tutto il territorio. È quanto mai urgente e necessario richiamare l’attenzione sulle difficoltà che stanno attraversando il comparto industriale e migliaia di famiglie, strette tra calo di produzione, incertezze sugli investimenti e un contesto economico nazionale ed europeo sempre più complesso”, dichiara Achille Migliorelli, segretario di federazione dem, nell’annunciare l’adesione ed il sostegno del Pd. Peraltro ha espresso solidarietà e sostegno anche i circoli del Pd del sud pontino: “Quando il cuore industriale del Lazio meridionale rischia di fermarsi, i confini amministrativi svaniscono: il destino di Cassino è il destino del Sud Pontino. Per questo chiediamo ai Sindaci del Sud Pontino di aderire alla manifestazione del 20 marzo a Cassino, come segno concreto di vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie”.

Centrodestra, Maura annuncia una misura regionale per l’automotive

Dal centrodestra al governo della Regione Lazio arriva l’adesione del consigliere Daniele Maura: “In qualità di Vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico, Industria e Commercio della Regione Lazio, ritengo questa mobilitazione un momento fondamentale per il territorio. Non si tratta di una protesta contro la Regione o il Governo, che stanno mettendo in campo il massimo impegno per sostenere il settore, bensì di un’iniziativa volta a sollecitare Stellantis a presentare un piano industriale serio e concreto per il rilancio dello stabilimento di Piedimonte San Germano. La crisi del comparto automotive impone risposte rapide, strutturate e lungimiranti. Per questo, il prossimo 20 marzo, cittadini, lavoratori e famiglie scenderanno in piazza a Cassino per difendere il futuro produttivo e occupazionale del cassinate”. Maura annuncia anche “la prossima misura prevista per il mese di maggio, dedicata all’indotto automotive e sostenuta da finanziamenti della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), a supporto delle imprese e dell’occupazione. La mobilitazione del 20 marzo rappresenta un passaggio decisivo per ribadire con forza che il lavoro, la dignità e il futuro del territorio non sono negoziabili e Stellantis ora FCA e FIAT che tanto hanno avuto dai governi nel corso degli anni devono fare molto ma molto di più, non è più tempo delle promesse ma dei fatti”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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