La Polizia ricorda il suo eroe Giovanni Palatucci, la cerimonia per il questore morto a Dachau

Frosinone - Piantumato presso il parco comunale Jean de La Fontaine un ulivo e scoperta una targa dedicata al questore eroe

Frosinone – Un eroe silenzioso che ha salvato migliaia di vite dalle persecuzioni razziali. Un esempio di coraggio ed altruismo quello di Giovanni Palatucci – il poliziotto ucciso nel campo di concentramento di Dachau il 10 febbraio di 79 anni fa – che questa mattina è stato ricordato con una solenne e toccante cerimonia, presso il parco comunale Jean de la Fontaine. Alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose, è stato piantumato un albero di ulivo, simbolo di pace, ed è stata scoperta la targa che l’amministrazione comunale ha voluto realizzare per celebrare la memoria di Giovanni Palatucci, Medaglia d’Oro al Valor Civile e Giusto fra le Nazioni.

Particolarmente toccante il momento del disvelamento della targa e della benedizione officiata da Sua Eccellenza Monsignor Ambrogio Spreafico, Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino-Anagni-Alatri. Istanti accompagnati dalle note di Simone Zomparelli – giovane musicista talentuoso e nipote di un poliziotto in quiescenza – che ha intonato “Il Silenzio”.

Si sono poi succeduti gli interventi del Questore Domenico Condello, del rappresentante della Comunità Ebraica di Roma, Ruben Della Rocca e del Sindaco, Riccardo Mastrangeli che hanno sottolineato l’importanza del sacrificio del funzionario di Polizia che, quando fu catturato dai nazisti, era reggente della Questura di Fiume. Tutti, all’unisono, hanno sottolineato quanto il valore del suo sacrificio debba essere da esempio per le giovani generazioni.

Proprio con questa finalità, alla cerimonia hanno preso parte gli alunni della Scuola Primaria “La Rinascita” dell’Istituto Comprensivo Frosinone 2. A loro è stato affidato il “messaggio” di pace e fratellanza tra i popoli, un messaggio più che mai necessario nell’epoca storica che stiamo vivendo.

La loro presenza all’evento, con cappellini “griffati” Polizia di Stato, acquisisce un valore particolarmente significativo, affinché proprio attraverso la loro testimonianza si mantenga sempre viva la memoria del sacrificio di quanti hanno perso la propria vita per salvare quella degli altri.

Presenza significativa all’evento anche quella dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, la cui sezione di Frosinone porta proprio il nome di Giovanni Palatucci, il funzionario della Polizia di Stato che si distinse per la sua straordinaria umanità e per il totale disprezzo del pericolo, salvando migliaia di ebrei dalle persecuzioni nazifasciste.

Giovanni Palatucci, era, infatti, un giovane commissario che dall’8 settembre 1943 fu reggente della Questura di Fiume, oggi Rijeka, città della Croazia; dopo un anno, il 13 settembre 1944 fu arrestato e condannato a morte dalle autorità tedesche con l’accusa di aver salvato oltre 6000 ebrei. Le sue parole, pronunciate poco prima della deportazione con l’accusa formale di cospirazione ed intelligenza con il nemico, rivolte ai suoi collaboratori furono “La Polizia significa vita, quella vita che serve ad aiutare il prossimo, la povera gente”. Deportato a Dachau morì il 10 febbraio del 1945, dopo aver subito circa quattro mesi di stenti e torture. Il suo corpo venne gettato in una fossa comune sulla collina di Leitenberg, insieme ai corpi di centinaia di ebrei e di antifascisti.

Nel 1990, lo Yad Vashem di Gerusalemme – l’Ente nazionale per la memoria della Shoah in Israele – ha giudicato Palatucci “Giusto tra le Nazioni” e nel 1995 lo Stato italiano gli ha attribuito la Medaglia d’Oro al Merito Civile. Il 21 marzo 2000 il Vicariato di Roma emana un Editto per l’apertura del processo di beatificazione del “Servo di Dio Giovanni Palatucci”, avvenuta il 9 ottobre 2002. Inoltre, in occasione della cerimonia ecumenica Giubilare del 7 maggio 2000, Papa Giovanni Paolo II lo annovera tra i martiri del XX Secolo.

La città di Frosinone e la locale Questura hanno così voluto omaggiare, come avvenuto con altre cerimonie in tutta Italia, la figura del Questore di Fiume. L’eroe italiano Giovanni Palatucci divenne un faro di speranza per gli ebrei di Fiume, rischiando la sua stessa vita riuscì a falsificare documenti e ad organizzare fughe fuori dalla città. Una figura il cui sacrificio merita di essere ricordato, soprattutto per mantener sempre viva la memoria nelle future generazioni.

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