Avrebbe operato nel settore degli investimenti digitali, gestendo transazioni in criptovalute per conto di un presunto datore di lavoro online: è questo il contesto in cui si inserisce la denuncia a carico di una giovane residente in provincia di Frosinone, ritenuta gravemente indiziata del reato di truffa.
L’attività investigativa, condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato, ha fatto emergere elementi significativi: la donna risultava intestataria di un conto corrente sul quale confluivano i proventi delle operazioni sospette. Secondo quanto ricostruito, dopo aver accettato un impiego tramite internet, le sarebbe stato affidato il compito di effettuare operazioni finanziarie in criptovalute, con la promessa di una percentuale sui capitali movimentati.
I guadagni, stando a quanto dichiarato, potevano arrivare fino a 150-200 euro al giorno. Per accedere alle piattaforme di investimento, la giovane utilizzava credenziali fornite direttamente dal presunto datore di lavoro.
Esecuzione pene: arrestato 36enne toscano
Nel corso di un’altra operazione, gli uomini della Squadra Mobile hanno rintracciato nel capoluogo un 36enne originario della Toscana, destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Pisa.
A seguito degli accertamenti, per l’uomo si sono aperte le porte del carcere: dovrà scontare una pena complessiva di 5 anni, 11 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 1.200 euro. I reati contestati, commessi in diverse occasioni nel Nord Italia, comprendono resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, falsa attestazione, falsità ideologica in atto pubblico e truffa.
Ordine di carcerazione eseguito durante i controlli
Sempre nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, il personale delle Volanti ha dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di un 36enne di nazionalità romena.
L’uomo è stato fermato nella zona bassa della città durante un’attività ordinaria di pattugliamento. Dagli accertamenti è emerso a suo carico un mandato di cattura legato a reati in materia di stupefacenti. Dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere, dove dovrà scontare una pena residua di 4 mesi di reclusione e pagare una multa di 833 euro.
Contrasto all’immigrazione irregolare: un’espulsione
Proseguono inoltre le attività finalizzate al contrasto dell’immigrazione clandestina. Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha eseguito l’espulsione di un cittadino del Bangladesh di 33 anni, risultato irregolare sul territorio nazionale.
Il provvedimento è scaturito dall’inammissibilità della richiesta di permesso di soggiorno, conseguente al rigetto della domanda di protezione internazionale. Su disposizione del Questore della Provincia di Frosinone, l’uomo è stato accompagnato presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Roma, dove resterà in attesa dell’allontanamento dal territorio nazionale.
Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni.