A un anno dalla tragedia che spezzò due vite e un sogno appena iniziato, il nome di Lorenzo Nucheli è tornato lì dove quel sogno aveva preso forma: al 70° Stormo di Latina.
Venerdì scorso, nella base dell’Aeronautica Militare, si è svolta la cerimonia per ricordare l’Allievo Ufficiale Pilota Lorenzo Nucheli, di Serrone, e il Generale di Brigata Aerea Simone Mettini, morti il 1° ottobre 2025 nell’incidente del velivolo T-260B impegnato in una missione addestrativa nel Parco Nazionale del Circeo.
A un anno da quella mattina, l’Aeronautica Militare ha scelto di affidare alla memoria anche due luoghi della base: la nuova Palazzina Allievi è stata intitolata a Lorenzo Nucheli, mentre il Piazzale Bandiera porta ora il nome del Generale Simone Mettini.

Alla cerimonia erano presenti il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, i familiari delle due vittime, il personale del 70° Stormo e le autorità civili, militari e religiose. Per Serrone ha partecipato il sindaco Giancarlo Proietto.
Un momento di raccoglimento che assume un significato particolare per la famiglia Nucheli. Lorenzo aveva appena iniziato il percorso che avrebbe dovuto condurlo a diventare pilota militare. Era entrato in Accademia nell’agosto del 2025, con entusiasmo e con quel sogno che aveva coltivato fino a trasformarlo in una scelta di vita: volare e servire il proprio Paese.
Il 1° ottobre, però, tutto si era fermato. Il T-260B del 70° Stormo era precipitato nella zona di Cerasella, nel territorio del Circeo. Dopo ore di ricerche, i soccorritori avevano individuato i resti del velivolo e i corpi di Mettini e Nucheli.
Nei mesi scorsi, il padre di Lorenzo, Natale Nucheli, ha affidato alla memoria del figlio parole che raccontano soprattutto il contrasto tra la felicità di quel giovane che accompagnava a Pozzuoli per iniziare il suo percorso e il dolore arrivato appena poche settimane dopo.
«Un anno fa ti accompagnavamo a Pozzuoli, dove finalmente iniziava a realizzarsi il tuo sogno: quello di diventare pilota», aveva scritto. Poi quel maledetto 1° ottobre, «e tutto si è fermato».
Anche dopo la tragedia, però, il percorso di Lorenzo non è stato cancellato. Al giovane allievo pilota era stato conferito, postumo, il brevetto di pilota militare, consegnato alla famiglia dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica. Ora il suo nome rimane inciso nella Palazzina Allievi del 70° Stormo, proprio accanto ai luoghi nei quali altri giovani inizieranno lo stesso percorso che Lorenzo aveva appena intrapreso.
È forse questo il significato più profondo della cerimonia di venerdì: trasformare il ricordo in una presenza. Lorenzo e Simone non sono più soltanto i nomi di una tragedia, ma fanno ormai parte della storia del Reparto e dei luoghi nei quali ogni giorno l’Aeronautica prepara chi sogna di volare. Per Serrone, e per la famiglia Nucheli, è un altro modo per continuare a guardare verso quel cielo nel quale Lorenzo aveva scelto di inseguire il proprio futuro.