“Mamma non è mai stata lasciata sola”: il commosso ringraziamento di una famiglia al reparto Rianimazione

Sora - La famiglia di una degente ringrazia il personale medico-sanitario del Reparto Rianimazione del SS Trinità. "Sono angeli custodi"

Un ringraziamento sentito, che viene dal cuore: la famiglia della signora Franca intende esprimere la propria gratitudine e la stima nei confronti del personale medico-sanitario del Reparto Rianimazione presso l’ospedale SS Trinità di Sora, dove la donna è rimasta ricoverata per 25 giorni.

«Sono “angeli custodi” che assistono i nostri parenti in un contesto di algie diverse, disperazione, angoscia: dal primario, il dr. Nazzareno Lomartire, ai medici, il personale infermieristico, gli operatori OSS, tutti coloro che lavorano nel Reparto Rianimazione dell’ospedale di Sora hanno curato, accudito, rincuorato mamma nel perdurare del ricovero. In questi 25 lunghissimi giorni abbiamo puntualmente constatato la particolare dedizione, la professionalità, l’impegno, l’umanità, la straordinaria pazienza e la sensibilità che contraddistinguono gli addetti della Rianimazione del SS Trinità», così la famiglia della signora Franca.

La Rianimazione è un reparto ospedaliero ad alta intensità emotiva, dove il dolore fisico e la sofferenza di ogni singolo paziente si mescolano alla paura che la condizione degeneri ed a quelle sensazioni di isolamento, abbandono, disorientamento tipicamente correlate al ricovero in una struttura sanitaria. Un disagio che inevitabilmente si riflette sui parenti, reso ancor più pesante dalla percezione di essere impotenti rispetto ai patimenti del familiare.

La famiglia della signora Franca aggiunge «Siamo consapevoli che questo, per molti casi, sia un reparto “ultima spiaggia”: mamma purtroppo è deceduta, non c’è stato nulla da fare. Ci solleva il fatto che abbia vissuto in maniera dignitosa i suoi ultimi giorni, assistita in tutte le esigenze, con tanta premura».

«Abbiamo visto il personale medico-sanitario accarezzare il viso di mamma in diverse occasioni, quelle carezze le abbiamo sentite anche noi parenti, è stato un sostegno per noi. Piccole attenzioni che ci hanno sollevato in un momento tanto difficile. Una professionalità così attenta e delicata non è per niente scontata in un reparto in cui non è semplice lavorare serenamente e rapportarsi con i degenti e le rispettive famiglie. Grazie ancora».

L’umanizzazione della medicina e le “medical humanities” sono oggi argomenti di grande discussione, che aprono a confronti e dibattiti che mettono tutti d’accordo dinanzi ad una riflessione essenziale: l’umanità del personale medico-sanitario dovrebbe essere il pilastro di tutta la medicina, non solo di quella personalizzata. È stato dimostrato che riconoscere e considerare il paziente come persona, e non esclusivamente come patologia, migliora l’esperienza di cura, riduce l’ansia e accelera il recupero psicofisico.

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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