Manovra finanziaria, Ottaviani: “Oggi non è ancora possibile intervenire sulle accise”

L'onorevole: "Si andrebbe a perdere una quota di risorse che servono per finanziare alcune voci di spesa, soprattutto di carattere sociale"

L’onorevole Nicola Ottaviani (Lega), segretario della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, è intervenuto a Cusano Tv ospite del Tg Cusano per parlare di temi legati all’economia.

Sulla prossima manovra finanziaria l’onorevole Ottaviani ha detto che “nel dibattito che si va sviluppando in queste ore sul reperimento delle risorse da destinare ai singoli ministeri, bisogna tenere presenti alcuni punti di fermi: c’è un programma elettorale, votato dai cittadini, che deve essere rispettato e la pressione fiscale non può essere in alcun modo alzata, per facilitare l’approvvigionamento di risorse economiche, e, anzi, se possibile, deve essere ridotta. Per soddisfare i desiderata che sono arrivati, servirebbero circa 30 miliardi euro. E’ evidente che, quando ci sono tante istanze, come fa un’impresa quando analizza le sue possibilità di spesa e come fa un padre di famiglia quando deve valutare tutte le esigenze del nucleo familiare, va necessariamente stilata una gerarchia di priorità. E tra le priorità, condivisa da tutti i partiti che sostengono la maggioranza, abbiamo certamente il taglio del cuneo contributivo sugli stipendi che, da solo, vale circa 10 miliardi, con una prospettiva che va ben oltre il 31 dicembre. Tutto per aumentare la capacità di spesa delle famiglie, incentivando i consumi e sostenendo in questo modo anche la crescita del Pil”.

“Per quanto riguarda le accise – ha proseguito l’onorevole Ottaviani – tutto è subordinato alla nota di aggiornamento al Def, il documento finanziario su cui si basa la valutazione dello stato di salute della nostra economia, da approvare entro il 27 settembre. Oggi ancora non è possibile intervenire sulle accise perché, come è stato sottolineato da alcuni ministri del nostro Governo, si andrebbe a perdere una quota di risorse che servono per finanziare alcune voci di spesa corrente di grande importanza, soprattutto di carattere sociale. Sull’ipotesi privatizzazione di servizi e di partecipate per coprire il taglio delle accise, va fatta una riflessione molto profonda. Se lo Stato va a spogliarsi di alcuni beni e servizi potrebbe perdere possibilità di generare risorse per alimentare anche la spesa sociale. Quindi bisogna andare cauti e privatizzare eventualmente asset non strategici o, comunque, di difficile gestione diretta da parte dello Stato. In tutto ciò, però, è certo che i rami secchi ed improduttivi vadano tolti”.

Sul patto di stabilità, infine, l’onorevole Ottaviani ha sottolineato che la strada inevitabilmente “è indicata dai numeri. Noi abbiamo, oggi, un disavanzo tra deficit e Pil del 4,5%. Le previsioni danno un 3,7% per il 2024 ed il  3% per il 2025. Oggi l’Europa chiede agli Stati sforzi per centrare certi parametri, fissati in momenti in cui non c’erano stati il Covid-19 e il conflitto russo-ucraino, che possono deprimere lo sviluppo, quando invece la necessità principale, oggi, è quella di espandere la produzione e sostenere lo sviluppo per aumentare il reddito delle famiglie, creando benessere generalizzato, con imprese che riescano ad esprimere immediatamente le proprie potenzialità”.

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