I tempi dei matrimoni sfarzosi con centinaia di invitati e ricevimenti da favola sembrano ormai appartenere al passato. Le nuove coppie italiane scelgono sempre più spesso celebrazioni raccolte, sostenibili e curate nei dettagli, puntando su atmosfere intime e momenti condivisi con pochi affetti stretti.
È quanto emerge dal report realizzato da ProntoPro, marketplace specializzato nei servizi professionali, secondo cui il 2026 sarà l’anno del cosiddetto microwedding: matrimoni con pochi invitati, location immerse nella natura e massima attenzione al benessere degli ospiti.
Secondo i dati raccolti, una coppia su due preferisce organizzare nozze con meno di 50 invitati. La formula più scelta è quella delle celebrazioni sotto i 50 partecipanti, che raggiunge il 27% delle preferenze. Subito dopo si collocano i matrimoni con non più di 30 invitati, scelti dal 21% delle coppie, superando persino le cerimonie con almeno 80 persone, ferme al 20%.
Scendono anche gli eventi con oltre cento invitati, che rappresentano ormai soltanto il 18% delle scelte. Cala inoltre la presenza dei bambini ai ricevimenti: quasi una coppia su due invita non più di dieci minori, con una conseguente diminuzione delle richieste di servizi come animazione e truccabimbi.
A crescere sono invece le attività di gruppo pensate per coinvolgere gli ospiti e creare esperienze condivise durante il ricevimento.
Anche la scelta della location cambia volto. Sempre più sposi preferiscono ambientazioni naturali e spazi all’aperto: agriturismi, ristoranti immersi nel verde, giardini e parchi diventano le opzioni più richieste.
Il 26% delle coppie sceglie infatti agriturismi e ristoranti, superando persino le ville tradizionali, che scendono al 25,5%. Giardini e parchi raggiungono invece il 22% delle preferenze.
Tra i servizi considerati irrinunciabili resta il fotografo, che si conferma la figura più richiesta per immortalare il grande giorno, con un aumento delle richieste del 21%. In forte crescita anche il catering (+56%), con la maggior parte delle coppie orientata verso soluzioni di fascia media.
Aumentano inoltre le richieste per violinisti (+25%), videomaker (+19%) e allestimenti scenografici (+18%), segno di come gli sposi puntino soprattutto sull’atmosfera e sulla creazione di ricordi speciali più che sul lusso ostentato. Crescono anche musica e Dj (+13%), wedding planner (+12%), trucco professionale e noleggio auto (+10%).
Restano però differenze evidenti tra Nord e Sud Italia. Se nelle regioni settentrionali prevalgono i matrimoni raccolti e minimalisti, nel Meridione continua a resistere la tradizione delle grandi cerimonie. Napoli, infatti, è l’unica provincia italiana in cui i matrimoni con almeno 80 invitati superano quelli più intimi.
Differenze anche nella scelta del rito: Torino registra la percentuale più alta di matrimoni civili, mentre Napoli continua a mantenere forte la tradizione della cerimonia religiosa.