La Maturità si avvicina a grandi passi, ma per molti studenti l’esame di Stato non rappresenta ancora la principale preoccupazione. A tenere banco nelle ultime settimane di scuola sono infatti verifiche, interrogazioni e valutazioni finali, che continuano a riempire le giornate dei maturandi e a sottrarre tempo prezioso alla preparazione delle prove d’esame.
A fotografare la situazione è un’indagine condotta da Skuola.net su un campione di mille studenti dell’ultimo anno delle superiori. Dallo studio emerge un dato significativo: soltanto poco più di un terzo degli intervistati ritiene di essere in linea con il programma di preparazione previsto per affrontare con serenità la Maturità.
Solo un terzo si sente pronto
Entrando nel dettaglio, appena il 36% degli studenti valuta positivamente il proprio percorso di avvicinamento all’esame. Di questi, il 18% definisce la preparazione “ottima”, mentre un altro 18% la considera “buona”.
Più articolata la situazione per il restante campione. Un quinto dei maturandi si colloca in una sorta di limbo, giudicando la propria preparazione appena sufficiente. Il dato più preoccupante riguarda però il 44% degli intervistati, che ammette apertamente di sentirsi in forte ritardo e di affrontare questo periodo con notevoli difficoltà.
Il peso delle valutazioni finali
A incidere sul livello di stress non è soltanto l’esame in sé. Nelle settimane che precedono gli scrutini, infatti, molti insegnanti continuano a programmare verifiche e interrogazioni per completare il quadro valutativo degli studenti.
Una situazione che assume un peso ancora maggiore considerando che una parte consistente del voto finale di diploma dipende proprio dal percorso scolastico degli ultimi anni. Per questo motivo molti ragazzi concentrano energie e studio sulle prove quotidiane, cercando di evitare insufficienze che potrebbero compromettere il credito scolastico o, nei casi più delicati, perfino l’ammissione all’esame.
Il risultato è che il tempo destinato al ripasso delle materie della Maturità viene spesso sacrificato per far fronte agli ultimi impegni scolastici.
Tra compiti e interrogazioni il ripasso passa in secondo piano
Nonostante l’esame coinvolga un numero limitato di discipline rispetto all’intero percorso scolastico, numerosi studenti raccontano di non riuscire a dedicarsi con continuità alla preparazione finale.
Tra la chiusura dei registri e la necessità di definire le valutazioni, molti istituti continuano infatti a proporre verifiche anche in materie che non saranno oggetto delle prove d’esame. Una dinamica che costringe i maturandi a dividersi tra il consolidamento del programma svolto durante l’anno e lo studio mirato per la Maturità.
Il malcontento corre sui social
Le difficoltà emergono con forza anche sui social network, dove migliaia di studenti condividono dubbi, ansie e strategie di studio.
Particolarmente discusso è stato il racconto di un maturando che ha mostrato la propria organizzazione quotidiana, basata su circa quattro ore di studio al giorno dedicate esclusivamente all’esame. Un programma che, anziché suscitare ammirazione, ha generato numerose reazioni di frustrazione.
Molti ragazzi hanno infatti spiegato di non riuscire a trovare nemmeno poche ore consecutive da dedicare al ripasso, assorbiti dagli ultimi compiti e dalle interrogazioni programmate dai docenti. Nei commenti prevale la sensazione di essere impegnati in una continua corsa contro il tempo, più orientata a chiudere l’anno scolastico che a preparare l’appuntamento conclusivo del percorso di studi.
A pochi giorni dall’inizio delle prove, dunque, il vero ostacolo per molti maturandi non sembra essere la complessità dell’esame, quanto la difficoltà di trovare lo spazio e la tranquillità necessari per affrontarlo nel migliore dei modi.