Maurizio Sorge, il paparazzo che ha raccontato un’epoca: da Ceprano all’era Corona

Dalle prime foto sulle spiagge di Rimini all’incontro con Fabrizio Corona nel 2004. Maurizio Sorge si racconta

Non si diventa paparazzi correndo. Si diventa paparazzi aspettando. Restando fermi mentre il mondo passa, imparando a riconoscere l’attimo prima che accada.

Maurizio Sorge viene da Ceprano, ma la sua storia non comincia lì. Comincia quando capisce che una fotografia non è uno scatto, ma una scelta. Al Circolo Fotografico Cepranese affina lo sguardo, impara la tecnica, ma è lontano da casa che il mestiere prende forma davvero. Sulle spiagge di Rimini, tra turisti ignari e giornate tutte uguali, Sorge fotografa volti qualsiasi. È un inizio umile, ma decisivo. Lì capisce che prima di fotografare una persona bisogna saperla leggere. Il paparazzo nasce così: osservando più di quanto scatta.

Novembre 2004, quando nasce un’epoca

Il novembre del 2004 è una data che divide tutto in due. Maurizio Sorge incontra Fabrizio Corona, giovane, ambizioso, appena all’inizio di un’avventura destinata a cambiare il modo di fare gossip in Italia.

Da quell’incontro nasce una collaborazione che segnerà un’epoca. Sorge è lì nei momenti che contano davvero, quelli che fanno la storia e che non ammettono errori. Le immagini con Belén Rodríguez, con Nina Moric, fino agli scatti più duri: l’arresto di Corona, i giorni della caduta, l’esposizione totale.

Non sono foto: sono eventi mediatici. In quegli anni, racconta Sorge, uno scatto poteva cambiare un mese di lavoro. 70-80 mila euro non erano un’eccezione, ma la misura di un sistema fondato su una sola parola: esclusività.

Il mondo in tasca e un mestiere che scompare

La vita del paparazzo non conosce orari, né stabilità. Maurizio Sorge viaggia ovunque: New York, Londra, Maldive. Alle Maldive resta 13 anni, con il passaporto sempre in tasca, pronto a partire in qualsiasi momento.

È una vita intensa, estrema, che può travolgere. E infatti, racconta, ci sono stati momenti in cui il rischio di perdersi è stato reale. A salvarlo, ogni volta, sono state le radici. La famiglia, l’origine contadina, Ceprano, la Ciociaria. Un richiamo silenzioso che lo ha riportato sempre sulla strada del buonsenso.

Maurizio Sorge – Foto dal suo profilo Instagram

Oggi quel mondo non esiste più. Il paparazzo è una figura che si sta spegnendo. Non c’è più lo scoop, non c’è più l’attesa, non c’è più il tempo per raccontare. Sorge lo dice senza rabbia, senza nostalgia forzata. Si definisce quasi l’ultimo eco dei paparazzi. Un testimone di un mestiere che ha fatto la storia e che oggi sopravvive solo nei racconti di chi lo ha vissuto davvero.

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Giuseppe Manzo
Giuseppe Manzo
Aspirante giornalista e giovane praticante collabora attivamente con Frosinone News. È studente presso l’università La Sapienza di Roma e studia Comunicazione pubblica d’impresa. Ha inoltre una pagina YouTube dove pubblica periodicamente inchieste di intrattenimento

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