Maxi blitz antidroga nel Cassinate, sgominata la “rete familiare”: la mappa dei ruoli nell’organizzazione

L’inchiesta delinea una catena di comando per la gestione della cocaina, dalle forniture fino al controllo delle piazze di spaccio

Emergono i primi risvolti inerenti la maxi operazione che ieri ha portato all’arresto di 20 persone nel Cassinate. Le indagini, coordinate dalla Procura antimafia di Roma, sono state portate avanti dai carabinieri della compagnia di Cassino ed hanno avuto inizio nel 2019.

Dall’ordinanza emerge una presunta struttura gerarchica attiva tra Cassino, Piedimonte San Germano, Roccasecca e Aquino, con compiti ben definiti dalla direzione alle piazze di spaccio.

Secondo la ricostruzione della Procura, l’organizzazione era guidata da un gruppo dirigente che avrebbe promosso, finanziato e coordinato l’intera attività di traffico di cocaina. Al vertice sarebbero stati gestiti gli approvvigionamenti della droga, la distribuzione nelle diverse piazze di spaccio, il recupero dei proventi dell’attività illecita, la gestione di una cassa comune destinata a finanziare nuovi acquisti di stupefacente, oltre al pagamento delle spese legali degli affiliati arrestati e al sostegno economico delle loro famiglie. Agli stessi viene attribuito anche il compito di aver impartito direttive agli altri componenti e di aver adottato accorgimenti per eludere i controlli delle forze dell’ordine.

Un secondo livello operativo avrebbe avuto il compito di coordinare i pusher attivi nella piazza di spaccio della “Volla”, a Piedimonte San Germano, occupandosi della custodia dello stupefacente, del confezionamento delle dosi, della verifica della qualità della cocaina e della supervisione della vendita al dettaglio.

Altri componenti del gruppo sarebbero stati impiegati stabilmente nello spaccio al dettaglio nella medesima piazza, rifornendo gli acquirenti secondo le indicazioni ricevute dai vertici dell’organizzazione.

Un ulteriore ruolo riguardava la preparazione della sostanza, con attività di pesatura, taglio e confezionamento della cocaina, oltre alle consegne a domicilio in favore di alcuni clienti.

La ricostruzione investigativa individua inoltre un gruppo incaricato della gestione della vendita al dettaglio nei territori di Roccasecca e dei comuni limitrofi.

A Cassino, invece, l’attività sarebbe stata suddivisa tra due distinte piazze di spaccio, una nella zona di piazza Vigili del Fuoco e l’altra in via Capocci, entrambe affidate a referenti territoriali incaricati della vendita diretta.

Tra i compiti individuati figura anche quello del cosiddetto “basista”, ossia il soggetto incaricato di custodire la cocaina nella propria abitazione e di trasferirla tra le diverse basi operative dell’organizzazione.

Un altro componente avrebbe invece svolto il ruolo di corriere tra le varie piazze di spaccio, mantenendo i contatti con i fornitori campani della cocaina e occupandosi anche della vendita al dettaglio.

Tra gli elementi riportati nell’ordinanza figurano una perquisizione nel corso della quale furono rinvenute somme di denaro nascoste sugli indagati e le immagini di videosorveglianza che, secondo gli investigatori, documenterebbero il prelievo di consistenti mazzette di banconote da un casolare utilizzato come deposito di droga e denaro.

La ricostruzione contenuta nell’ordinanza rappresenta l’impianto accusatorio della Procura e sarà sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento. Gli avvocati difensori dei 33 indagati (di cui 20 colpiti da custodia cautelare) hanno annunciato ricorso.

Gli arrestati

A finire nella rete degli investigatori dell’Arma, coordinati dal tenente colonnello Giovanni Anastasia, comandante della Compagnia Carabinieri di Cassino, e dal colonnello Gabriele Mattioli, comandante provinciale dei Carabinieri di Frosinone, sono stati: Giuseppe Morelli (59 anni), Silvana Spada (53), Achille Morelli (32), Angela De Rosa (31), Gianmarco Picano (30), Giovanna Morelli (30), Virginia Morelli (51), Pietro Morelli (55), Costanza Terelle (52), Diletta Greco (48), Amalia Morelli (60), Ottavio Morelli (50), Augusto Villani (40), Salvatore Auletta, detto Sasà (38), Aquilino Spada, detto ’O Cinese (57), Ottavio Spada, detto Nino (47), e Patrizia Iovene (50), destinatari della misura della custodia cautelare in carcere. Agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, sono stati invece sottoposti Giacomina Spada (79 anni), Francesco Soave (31) e Tamara Di Stefano (52).

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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