È il sindaco di Monte San Giovanni Campano, Emiliano Cinelli, ad annunciare “la svolta decisiva per il caso di Palazzo Nicoletti”, un edificio sito nella frazione Colli che, da circa trent’anni, versa in uno stato di completo abbandono con impalcature fisse, cornicioni e tegole pericolanti, parte del tetto crollato, vegetazione spontanea che ha colonizzato diverse stanze e così via. A metà dello scorso maggio, dopo un altro cedimento – era caduta una trave – il sindaco aveva emanato un’ordinanza urgente.
Il grave degrado strutturale rappresenta un rischio costante per la sicurezza pubblica del centro abitato. Un’ala del palazzo, circa il 20%, era stata confiscata negli anni ’90 in quanto riconducibile a Enrico Nicoletti, figura legata alla Banda della Magliana, mentre la parte restante risulta frammentata tra decine di eredi e proprietari, sarebbero almeno 70, che non si sono mai fatti avanti per rivendicare la proprietà e, soprattutto, occuparsi della manutenzione.
Una cappella del ‘500 all’interno dell’edificio aveva coinvolto la Soprintendenza. Oggi, a seguito di non pochi confronti tra le istituzioni competenti, il primo cittadino annuncia: «Dopo il tavolo tecnico in Prefettura e il sopralluogo dei Vigili del Fuoco e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, è stata formalmente attivata la procedura per la verifica dell’interesse culturale dell’immobile. La commissione competente si è espressa confermando che Palazzo Nicoletti non è sottoposto a vincolo culturale: in sostanza, non è un sito di interesse storico.
Finalmente si apre la strada per la soluzione più radicale e attesa dalla cittadinanza: la demolizione totale del palazzo. Un intervento che cancellerà definitivamente il degrado e i rischi strutturali con cui la frazione di Colli convive da tre decenni», conclude con soddisfazione il sindaco Emiliano Cinelli. La notizia, ovviamente, ha raccolto il compiacimento della cittadinanza.