Ancora sangue in Messico, dove un giornalista di 39 anni è stato assassinato a San Martín Texmelucan, nello stato di Puebla, in un agguato avvenuto sotto gli occhi della madre e del figlio tredicenne.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo si trovava all’esterno della propria abitazione insieme ai familiari quando due individui a bordo di una motocicletta si sarebbero avvicinati e avrebbero aperto il fuoco, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco prima di darsi alla fuga ad alta velocità.
L’allarme sarebbe stato lanciato proprio dal figlio della vittima. All’arrivo dei soccorsi, però, per il giornalista non c’era ormai più nulla da fare.
L’agguato sarebbe avvenuto poco dopo le 8 del mattino nel quartiere di San Lucas Atoyatenco. I residenti della zona hanno riferito di aver udito una raffica di spari, mentre gli investigatori ritengono che siano stati esplosi almeno sei colpi.
La Procura e le forze dell’ordine messicane hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio, individuare gli autori e chiarire il movente. Tra le piste al vaglio degli inquirenti vi è anche quella di un possibile collegamento con l’attività professionale della vittima, che, secondo quanto emerso, avrebbe ricevuto minacce di morte nei mesi scorsi.
Il 39enne dirigeva un sito di informazione locale molto seguito, attraverso il quale si occupava di cronaca, sicurezza, politica ed eventi della comunità. Parallelamente svolgeva l’attività di insegnante ed era impegnato nel sociale come fondatore di un’associazione dedicata alla promozione di iniziative culturali e solidali. Solo poche settimane fa aveva inoltre annunciato di aver concluso gli studi in giurisprudenza.
L’omicidio riaccende i riflettori sulla difficile condizione dei giornalisti in Messico, uno dei Paesi più pericolosi al mondo per chi esercita la professione dell’informazione.