Minaccia di gettarsi dal tetto della sua abitazione, la mamma chiede aiuto ai carabinieri: l’eroico salvataggio

Intervento decisivo dei militari: lo afferrano mentre aveva già superato il parapetto, poi la lotta a cinque metri d’altezza senza protezioni

Hanno rischiato la propria vita per strapparne un’altra al baratro. È accaduto nella serata di ieri ad Amaseno, dove i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno salvato un uomo di 46 anni che stava per lanciarsi dal tetto della sua abitazione.

L’uomo aveva già oltrepassato il parapetto ed era determinato a compiere l’estremo gesto quando un Appuntato dei Carabinieri, con prontezza e sangue freddo, è riuscito ad afferrarlo per un braccio, impedendogli di lasciarsi cadere nel vuoto. Pochi istanti dopo è stato raggiunto da altri tre militari che, non senza difficoltà, sono riusciti a bloccarlo e a metterlo in sicurezza.

Si è trattato dell’epilogo di un intervento iniziato circa venti minuti prima. Intorno alle 19:00, alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Frosinone era arrivata la telefonata disperata di una donna di Amaseno che chiedeva aiuto per salvare la vita del figlio.

I due militari in servizio alla Centrale si sono immediatamente divisi i compiti: mentre uno rimaneva al telefono per sostenere la madre, fornendole indicazioni su come parlare al figlio e tenerlo impegnato, l’altro coordinava l’invio delle pattuglie più vicine, guidandole con precisione fino all’abitazione.

Salvataggio sul tetto senza protezioni

Sul posto sono intervenuti il Comandante Gabriele Scarpa e un Appuntato della Stazione di Amaseno, insieme a due Carabinieri delle Stazioni di Vallecorsa e Castro dei Volsci. Resisi conto della gravità della situazione, hanno agito senza esitazione. Alla vista dei militari, il 46enne ha tentato di allontanarli arretrando ulteriormente sul tetto. Nel momento in cui ha proteso il braccio per tenerli a distanza, l’Appuntato è riuscito ad afferrarlo, sporgendosi oltre il parapetto e facendo leva su tutte le proprie forze per trattenerlo.

In pochi secondi anche gli altri tre Carabinieri sono saliti sul tetto, affrontando la reazione violenta dell’uomo che, in preda alla disperazione, ha cercato con forza di divincolarsi. La colluttazione è avvenuta a circa cinque metri d’altezza, senza alcuna barriera di protezione. Nonostante il rischio concreto di cadere nel vuoto, i militari sono riusciti a immobilizzarlo e a trascinarlo in una zona sicura, dove è stato poi affidato alle cure del personale sanitario nel frattempo giunto sul posto.

Solo a intervento concluso, con l’adrenalina che lentamente lasciava spazio alla consapevolezza, i Carabinieri si sono resi conto dei traumi e delle contusioni riportati durante le fasi concitate del salvataggio. Ferite che non hanno scalfito l’orgoglio per aver salvato una vita, restituendo speranza a una famiglia e fiducia nel fatto che, anche nei momenti più bui, qualcuno può arrivare in tempo per tendere una mano.

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