Morte dell’orsa Amarena, domani parte il processo per l’uomo che uccise la mascotte del Parco

Leal Lega Antivivisezionista, che ha sporto denuncia e lavorato per portare a processo il responsabile, è stata ammessa come parte civile

Domani, 19 gennaio alle ore 9, presso il Tribunale di Avezzano, avrà inizio l’udienza dibattimentale contro Andrea Leombruni, che il 31 agosto 2023 fucilò e uccise “Amarena”, orsa simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Con l’accusa di uccisione di animale e dell’aggravante della crudeltà, il Giudice predibattimentale del Tribunale di Avezzano ha rinviato a giudizio Leombruni, che quella notte di agosto, alla periferia di San Benedetto dei Marsi, sparò all’esemplare di orso bruno marsicano, specie protetta. L’orsa venne trovata agonizzante dalle guardie del parco e morì poco dopo davanti all’abitazione del Leombruni. Amarena aveva con sé due cuccioli, dei quali subito dopo si persero le tracce, per poi essere avvistati e monitorati a distanza dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

Il caso scosse profondamente l’opinione pubblica avendo grande eco anche in provincia di Frosinone. LEGGI QUI – A darne notizia, in quella giornata di fine estate, era stato il Pnlam di cui Amarena era la mascotte. Ad Arpino, Gianni Vallucci, aveva voluto sensibilizzare la comunità rispetto all’accaduto disegnando un drappo con la scritta “Non uccidete anche me, solidarietà per l’orsa Amarena”, messo sulla schiena del suo amico Ciuchino. LEGGI QUI

Leal Lega Antivivisezionista, che da subito ha sporto denuncia e lavorato per portare a processo il responsabile, è stata ammessa come parte civile. L’associazione sottolinea che la morte di Amarena rappresenta un danno ambientale enorme: ha eliminato una femmina riproduttiva di una popolazione di appena una sessantina di orsi marsicani, la popolazione di plantigradi più rara del mondo e rigorosamente protetta. L’uccisione ha compromesso la crescita demografica e genetica di un animale-chiave dell’ecosistema e simbolo di convivenza responsabile. Amarena è stata sottratta alla specie insieme a una parte insostituibile del suo futuro biologico.

“La condotta dell’imputato – dichiara Aurora Rosaria Loprete, legale Leal – non ha alcuna giustificazione, come ben evidenziato nei capi di imputazione. Amarena è stata colpita alle spalle, con colpi di fucile caricati con munizioni artigianali atte a recare il massimo danno, in spregio della presenza di due cuccioli non autosufficienti. Inoltre i colpi sono stati esplosi ad altezza uomo, creando pericolo per la pubblica incolumità. Combatteremo fino in fondo per ottenere una pena esemplare”.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Scontri tra ultras di Lazio e Napoli sull’A1 in Ciociaria, pestaggi a colpi di bastoni e mazze chiodate

Decine di tifosi incappucciati in carreggiata. Intervento della polizia, sequestrate armi improprie. 80 identificati

Molesta le colleghe di corso e rischia il linciaggio: caos al Campus Folcara

Cassino - L’uomo, che frequenta le lezioni per l’abilitazione TFA organizzate dall’università, è stato identificato; 15 le donne importunate

Crans-Montana, anche in provincia di Frosinone parte la raccolta di capelli: solidarietà per le vittime del rogo

Un gesto concreto per aiutare i giovani coinvolti nel rogo: le parrucche sono parte fondamentale del percorso di recupero psicologico

Sora – Perde il controllo dell’auto, si schianta contro un muro e si ribalta: a bordo anche il fratellino

Il veicolo è uscito di strada finendo contro un muro contenitivo. L’incidente è avvenuto lungo via Incoronata

Frosinone – “Ho avuto paura”: sedicenne costretto a consegnare denaro in piazza Pertini

L’ultimo episodio di cronaca risale ai giorni scorsi, a raccontarlo è la mamma del ragazzino vittima del branco

Assalto al bancomat, il coraggio di un cittadino che provato a fermare i banditi: “Ha difeso Cervaro”

Un cittadino ha tentato di fermare i banditi speronando la loro auto. Il grazie della Banca Popolare del Cassinate
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -