Francesco non è tornato a casa. E quando il telefono ha cominciato a squillare a vuoto, il dubbio e la paura si sono insinuati subito nel cuore dei suoi familiari. Non era da lui. Francesco rispondeva sempre.
Aveva 15 anni, era un ragazzo assennato, preciso. Nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 23 gennaio, era uscito per un giro con la sua bicicletta a Torre Cajetani. Doveva essere una passeggiata come tante. Doveva tornare a casa. Invece non è tornato.
Intorno alle 17 i genitori, non riuscendo più a contattarlo, hanno lanciato l’allarme. E così si è messa in moto l’imponente macchina delle ricerche: carabinieri, polizia, vigili del fuoco, protezione civile, insieme a decine di coetanei e volontari. Tutti a setacciare palmo a palmo la zona tra Torre Cajetani e Trivigliano. Tutti aggrappati alla stessa speranza.
Per ore di Francesco Latini, nipote del sindaco, non si è saputo nulla. Poi, in serata, intorno alle 21, la notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere: il suo corpo è stato ritrovato in via Vignali, nei pressi del laghetto, accanto alla sua amata bicicletta.
Lì si sono infrante le speranze. I sogni. I suoi, quelli dei genitori, della sorellina, dei parenti, degli amici. E di due comunità, Torre Cajetani e Trivigliano, ora piegate da un dolore che lascia senza fiato.

La prima ricostruzione
Il punto in cui è avvenuta la tragedia è un curvone impervio, su una strada che i residenti descrivono come pericolosa. Forse la bici di Francesco ha preso troppa velocità. Forse il ragazzo ha cercato di schivare qualcosa. Fatto sta che ha impattato contro un muretto, battendo violentemente la testa. Un colpo che, secondo le prime ipotesi, non gli avrebbe lasciato scampo.
Secondo la ricostruzione ufficiale, il giovane era uscito di casa intorno alle 15.30. Alle 17 i genitori, non ricevendo risposta al telefono, hanno fatto scattare le ricerche partite secondo le procedure del piano provinciale. Il ritrovamento è avvenuto alle 21: Francesco è stato rinvenuto già privo di vita, deceduto a seguito dell’impatto della propria bici contro un muretto.
Ora saranno gli accertamenti medico-legali e le indagini dei carabinieri a chiarire con esattezza quanto accaduto. Ma sapere con esattezza come sia morto, in fondo, non servirà a lenire alcun dolore. La domanda “perché” che tutti si pongono non troverà mai una vera risposta. Non può esserci un perché alla morte di un ragazzo di 15 anni.
Il dolore della scuola e della comunità
Francesco era un brillante studente dell’Istituto Alberghiero Buonarroti di Fiuggi. La scuola ha annullato l’open day previsto per oggi: “La Dirigente scolastica, il corpo docente, il personale Ata e gli studenti tutti si uniscono al dolore della famiglia”. L’istituto resterà aperto soltanto per permettere un momento di riflessione e raccoglimento.
“In queste ore colme di grande dolore, l’Amministrazione comunale, in rappresentanza dell’intera Comunità di Torre Cajetani, si stringe forte al dolore della famiglia Latini colpita da una tragedia che toglie il respiro. Ogni ulteriore parola, in questo momento di immenso dolore, appare superflua e di poco significato. Siamo vicini al papà, alla mamma, alla sorella e ai familiari tutti del caro Francesco e a loro va il nostro più affettuoso abbraccio”.
Quel ritorno che tutti aspettavamo
Era salito in sella alla sua bicicletta e sarebbe dovuto tornare a casa come tutti i ragazzi della sua età. Forse si sarebbe preso una strigliata per non aver risposto al telefono e per aver fatto scattare l’enorme macchina delle ricerche. Poi sarebbe finita lì, tra le braccia di mamma e papà, e nell’abbraccio, anche se solo ideale, di un’intera comunità.
Ci abbiamo sperato tutti. Per ore.
Ora restano solo il silenzio, lo sgomento e una ferita che segnerà per sempre Torre Cajetani e Trivigliano. E forse anche un po’ chi questa tragedia l’ha seguita e raccontata.