Da vent’anni Anna Iommi consegna pacchi e lettere nel borgo medievale di Rocca d’Arce, uno dei paesi più antichi della Ciociaria. Qui, dove le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate qualche secolo fa, anche la posta viene ancora consegnata a piedi.
“Nel centro storico non c’è altra scelta”, racconta la portalettere. “I vicoli sono stretti e impervi: bisogna conoscerli bene”. Anna, una carriera intera in Poste Italiane, è cresciuta in Francia come tanti abitanti della zona, emigrati all’estero in cerca di fortuna, ma vive a Rocca d’Arce da 35 anni e qui ha trascorso gran parte delle estati della sua infanzia.
Per chi vive nel centro storico di Rocca d’Arce, Anna è ormai parte integrante della vita in paese: “Mi vogliono bene come fossi una di famiglia e se non mi vedono si preoccupano – sottolinea con un sorriso la postina -. Oramai so sempre dove trovare tutti in base al giorno e all’orario e spesso riesco a organizzare il mio percorso cercando di trovarmi al posto giusto nel momento giusto, in particolare quando devo recapitare qualcosa alle attività commerciali”.
Il comune di Rocca d’Arce conta ufficialmente 835 residenti, ma gli abitanti del centro storico sono molti meno. “Purtroppo, non ci sono più tantissime persone – ammette la portalettere -. Al giorno d’oggi le esigenze sono diverse e portano spesso fuori dai piccoli centri e verso le grandi città. Ma noi continuiamo a prenderci cura di chi rimane, assicurando un servizio fondamentale per la cittadinanza”.
La vicinanza di Poste Italiane alle piccole realtà della Ciociaria si esprime anche attraverso la presenza dell’ufficio postale di Rocca d’Arce, completamente rinnovato lo scorso anno grazie al progetto “Polis”, l’iniziativa di Poste Italiane che promuove la coesione economica, sociale e territoriale nei comuni con meno di 15mila abitanti. È una delle poche attività ancora presenti nel borgo: un presidio di servizi oggi più moderno, incastonato nel cuore di un centro antico di migliaia di anni e che vuole ancora essere un punto di riferimento per chi è rimasto e per coloro che sceglieranno di tornare o di stabilirsi in questo bellissimo contesto. “Negli ultimi tempi mi è capitato di vedere molti volti nuovi – spiega Anna Iommi -, stranieri affascinati dal borgo che acquistano case in centro. D’estate, poi, il paese si rianima: rientrano tutte quelle persone trasferitesi in Francia come la mia famiglia, che tornano alle origini per qualche settimana”.
Per questo non deve sorprendere sentir parlare francese fra le stradine di un piccolo centro ciociaro: a Rocca d’Arce, sottolinea la portalettere, c’è questo e molto altro. “Siamo un paese che è insieme italiano e internazionale, antico e moderno”, sostiene Anna Iommi. “La storia del borgo va avanti e secondo me continuerà a farlo per molti anni”. Anche grazie alla posta.