Neonato morto a soli cinque giorni, lutto cittadino per l’addio al piccolo Francesco Roma: tra lacrime e dolore

La comunità di Arnara si è stretta attorno a mamma Eleonora Minotti e papà Christian Roma per i funerali del loro piccolo

Un’intera comunità si è fermata ieri pomeriggio ad Arnara per stringersi attorno a due genitori distrutti dal dolore. Nella chiesa di San Nicola, tra fiori bianchi e un silenzio carico di commozione, mamma Eleonora Minotti e papà Christian Roma hanno dovuto dire addio per sempre al loro bambino, il piccolo Francesco, nato il 22 settembre a Sora e morto appena cinque giorni dopo, sabato 27 settembre, al Policlinico Umberto I di Roma.

Un funerale straziante, che ha visto una folla commossa accompagnare la piccola bara bianca. Le lacrime dei genitori e dei familiari hanno attraversato i cuori di tutti i presenti, uniti in un dolore che non trova parole. Il sindaco Massimo Fiori aveva proclamato il lutto cittadino.

Le indagini in corso

Fin dalle prime ore dopo la tragedia, i due giovani genitori hanno chiesto di conoscere la verità su quanto accaduto. «Francesco è nato sano. Poi qualcosa è precipitato, perdeva peso anziché prenderlo. Vogliamo capire cosa sia accaduto, vogliamo sapere se qualcuno ha sbagliato», aveva dichiarato il padre sabato sera alla nostra Redazione.

Assistiti dagli avvocati Marco Torriero e Marco Maietta, hanno presentato un esposto chiedendo il sequestro delle cartelle cliniche dell’ospedale di Sora e di quello romano. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, e ha disposto l’autopsia. L’incarico di consulente tecnico d’ufficio è stato affidato al dottor Tavone, mentre i legali della famiglia hanno nominato come consulente di parte la dottoressa Mariateresa Panici.

L’esame autoptico è stato eseguito lunedì: ora si attendono i risultati per fare luce su un caso che ha lasciato senza fiato un’intera comunità, trasformando un sogno di vita in un dolore senza fine. Quello che doveva essere l’inizio di una nuova avventura familiare si è trasformato in un lutto che nessun genitore dovrebbe mai vivere.

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