Niente stipendi, Natale nero per i lavoratori del Gruppo Ini: i sindacati scrivono al Prefetto

"Ci troviamo costretti a proclamare lo stato di agitazione, con presidi in programma, e chiediamo che il Prefetto ci convochi con urgenza"

Stipendi e tredicesime bloccate rischiano di ‘regalare’ un Natale nero ai lavoratori del Gruppo Ini e i sindacati scrivono al Prefetto di Roma per difendere retribuzioni e servizi alla salute. Nei giorni scorsi, infatti, Asl Roma 6 e Procura di Velletri hanno bloccato i conti correnti del gruppo sanitario privato, a seguito di indagini su presunte irregolarità, con effetti immediati sul pagamento di stipendi e forniture.

“Non intendiamo entrare nel merito delle indagini o nei contenziosi in atto tra la Procura, la Regione Lazio e INI spa, ma non possiamo ignorare quanto sta avvenendo a carico e in danno dei lavoratori, in un periodo in cui le scadenze sono incombenti, a partire da mutui e bollette, e in cui l’inflazione e le festività imminenti spingono la spesa corrente familiare”, hanno scritto le segretarie generali di Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio, Uil Fpl Roma e Lazio in una nota ufficiale al Prefetto.

“Attualmente, presso il Gruppo Ini sono in servizio circa 1.400 lavoratori, spettatori incolpevoli di una vicenda giudiziaria in cui non hanno parte, che stanno subendo un danno economico e sociale inaccettabile come il mancato pagamento dello stipendio e della tredicesima. Chi vive del proprio lavoro e opera ogni giorno per garantire la salute delle persone e delle comunità deve essere tutelato, così come devono essere tutelati i pazienti che si rivolgono al polo sanitario di Grottaferrata e alle altre strutture del gruppo. Occorre superare una situazione in cui l’amministrazione si trova nell’impossibilità di erogare ai lavoratori che afferiscono al gruppo la retribuzione del mese di novembre 2022 e la tredicesima mensilità nonché di provvedere all’approvvigionamento dei presidi sanitari e dei farmaci necessari per l’assistenza ai pazienti”, prosegue la nota.

“Per questo ci troviamo costretti a proclamare lo stato di agitazione, con presidi in programma, e chiediamo che il Prefetto ci convochi con urgenza, insieme ai vertici del gruppo, alla Procura di Velletri e all’assessore alla Salute della Regione Lazio”, conclude la nota. “Serve una soluzione immediata per scongiurare questo pessimo ‘pacco di Natale’ ai danni di tante famiglie e di tutto il tessuto economico e sociale del territorio. E provvedere ai pagamenti di retribuzioni e forniture”.

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