Un noto e storico imprenditore di una tv locale di Pordenone è stato trovato senza vita nella sua abitazione in città. A dare la notizia è stato il procuratore Pietro Montrone, uscendo dall’appartamento al termine del sopralluogo effettuato insieme alla polizia scientifica.
Secondo quanto riferito dal magistrato, l’uomo sarebbe stato colpito mortalmente alla testa con un corpo contundente. In base alle prime informazioni emerse e riportate dall’ANSA, l’aggressione sarebbe avvenuta con estrema violenza e la vittima sarebbe stata colpita ripetutamente. Il decesso risalirebbe a diverse ore prima del ritrovamento.
La ricostruzione dei fatti è passata attraverso l’ispezione cadaverica. L’esame, durato oltre tre ore, ha consentito di fornire agli investigatori i primi elementi utili a chiarire la dinamica dell’omicidio.
Sull’indagine vige il massimo riserbo. Da ambienti investigativi trapela però un’espressione che rende l’idea della brutalità dell’azione: si sarebbe trattato di una vera e propria “mattanza”. L’aggressore avrebbe infierito più volte contro l’imprenditore e gli inquirenti sono al lavoro per individuare il responsabile.
L’omicidio arriva a pochi mesi da un altro episodio inquietante che aveva coinvolto l’imprenditore. A luglio, nel suo autosalone, era stata incendiata una Lamborghini Diablo di grande valore esposta nel locale. Il rogo era stato appiccato utilizzando documenti custoditi in faldoni all’interno dell’ufficio.
Secondo quanto emerso, quelle carte erano state raccolte in vista di una causa per il recupero di un credito milionario, stimato tra i sei e i sette milioni di euro. Un dettaglio che ora potrebbe rientrare nel quadro investigativo al vaglio degli inquirenti.