Oltre seicento chili di hashish e un giro d’affari da tre milioni e mezzo di euro: famiglia insospettabile in carcere

Oltre 600 chili di hashish pronti per essere immessi sul mercato. Un valore stimato superiore ai 3,5 milioni di euro e una filiera dello spaccio che, con ogni probabilità, andava ben oltre i confini di Patrica.

È questo lo scenario che emerge, a distanza di ore, dall’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di tre persone – una madre, M.G. e i suoi due figli, lui G.A. e lei A.A. – e al sequestro di uno dei quantitativi di droga più rilevanti degli ultimi mesi tra Roma e la provincia di Frosinone.

Un intervento che non si ferma ai numeri, ma che apre interrogativi su un possibile mercato già strutturato e pronto a rifornire lo spaccio al dettaglio.

Tutto parte da un’indagine mirata. Gli investigatori della VII Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Roma, insieme agli agenti della Mobile di Frosinone, concentrano l’attenzione su A.A., la donna di 32 anni figlia e sorella degli altri due arrestati. I movimenti vengono monitorati, i sospetti si consolidano. Poi il controllo: nella sua disponibilità vengono trovati 660 grammi di hashish. Un quantitativo che, da solo, non spiega tutto. E infatti non è che l’inizio.

La perquisizione si estende allo stabile in cui la donna vive, a Patrica. Una casa in cui loro, originari di Frosinone, stando alle testimonianze, si erano trasferiti da poco. Ed è lì che emerge la dimensione reale del traffico. Al piano terra, in un locale adibito a magazzino, vengono scoperti oltre 637 chili di hashish, suddivisi in panetti da 50 e 100 grammi, già pronti per la distribuzione.

Un sistema organizzato

Un sistema organizzato, con materiale per il confezionamento e modalità di conservazione che lasciano poco spazio all’improvvisazione: parte dello stupefacente era custodita persino in frigorifero, segno di una gestione attenta e continuativa.

Gli accertamenti proseguono anche nell’abitazione, dove vengono sequestrati 9.440 euro in contanti.

Il quadro che ne esce è quello di un’attività ben strutturata. Non solo detenzione, ma una vera e propria base logistica dello spaccio, con droga già suddivisa e pronta per essere immessa sul mercato.

Resta ora da capire quale fosse la rete di distribuzione e quali canali avrebbe alimentato. Un quantitativo del genere, infatti, difficilmente è destinato a un circuito limitato.

I tre arrestati – la 32enne, il fratello di 29 anni, e la mamma di 63 – tutti incensurati, sono stati trasferiti nelle case circondariali di Roma, tra Rebibbia e Regina Coeli, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in ingente quantità.

Ma l’operazione potrebbe non essere chiusa. Perché dietro quei numeri – oltre 600 chili e milioni di euro potenziali – c’è un mercato che, per dimensioni e organizzazione, lascia pensare a qualcosa di più ampio. E ancora da scoprire.

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