La storia si ripete. E questa volta non può finire con una stretta di mano. Filippo Mosticone, giovane coordinatore di Fratelli d’Italia a Sora, è stato nuovamente colpito con uno schiaffo in pieno volto da un altro esponente del suo partito e della sua città. Il fatto sarebbe avvenuto nella serata di oggi davanti all’hotel Memmina, a Frosinone, sotto gli occhi di diversi dirigenti e militanti.
Una scena che riporta indietro all’agosto del 2024, quando un episodio di violenza simile scosse la città di Sora e finì sulle cronache nazionali. Anche allora Mosticone – all’epoca presidente di Gioventù Nazionale – venne schiaffeggiato da un rappresentante istituzionale del suo stesso partito (non lo stesso di questa sera, ndr). Un gesto immortalato in un video che fece rapidamente il giro del web, scatenando indignazione.
Quella vicenda, però, si chiuse senza strascichi giudiziari. Mosticone non denunciò. Prevalse la linea della “pace interna”, favorita dai vertici del partito: una stretta di mano, una foto, e il caso venne archiviato. Almeno formalmente. Ma quanto accaduto oggi dimostra che quel precedente non è bastato.
Secondo le testimonianze raccolte, lo schiaffo sarebbe stato sferrato all’esterno dell’hotel, dove dal pomeriggio è in corso “I nostri anni per l’Italia”, congresso provinciale di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia. Presenti numerosi esponenti del partito. Nella zona, inoltre, sono installate telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso l’intera scena.
Filippo Mosticone, oggi coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Sora, avrebbe mantenuto anche stavolta un atteggiamento composto. Nessuna reazione violenta. Nessuna escalation. Solo incredulità e silenzio davanti a un gesto che si commenta da solo.
Ed è proprio questo il punto.
Non siamo davanti a un episodio isolato. Siamo davanti a una dinamica che si ripete, nello stesso contesto politico e con lo stesso protagonista come vittima. Un giovane che studia, lavora, porta avanti il proprio impegno per il partito e che, per la seconda volta, si trova a subire in pubblico un atto di violenza da parte di chi dovrebbe rappresentare un esempio.
Il precedente del 2024 resta emblematico. Era quasi l’alba, al Parco A. Valente di Sora, durante un evento giovanile. Dopo una discussione per rumori e schiamazzi, l’allora consigliere comunale di Fratelli d’Italia si rivolse direttamente a Mosticone e, dopo averlo insultato, lo colpì con uno schiaffo davanti a decine di ragazzi. La reazione del giovane fu di totale autocontrollo: “Ma come ti permetti? Vattene, sei pazzo”.
Una lezione di civiltà che evidentemente non è bastata. Oggi, a distanza di nemmeno due anni, la scena si ripete. Anzi, stando ai racconti di qualcuno ci sarebbe un altro precedente ancora, durante una cena. E a questo punto la questione non è più locale.
È politica. È culturale. È nazionale.
Perché la violenza non può essere archiviata con una foto. Non può essere normalizzata. Non può diventare un metodo di gestione dei rapporti interni.
Ora ci si aspetta una presa di posizione chiara. Non solo a livello provinciale, da parte del presidente Massimo Ruspandini, ma anche da parte dei vertici nazionali di Fratelli d’Italia e della leader Giorgia Meloni.
Perché è difficile immaginare che chi guida il Paese possa tollerare comportamenti del genere all’interno del proprio partito. Le scuse pubbliche sono il minimo. Ma non bastano più. Serve un segnale forte. Serve una linea netta.
Perché qui non si tratta di uno scontro politico. Si tratta di rispetto. E il rispetto non è negoziabile.