Omicidio Armando Tortolani, la toccante lettera del figlio Lorenzo per il suo papà: “È il vuoto”

"Pà, mi hai lasciato senza anima e con un pezzo in meno del mio cuore. Io fisso il vuoto". L'omaggio del piccolo grande Lorenzo al suo papà

Villa Latina – La comunità è chiusa nel dolore per la morte improvvisa e violenta di Armando Tortolani. “Armandino”, così come era affettuosamente chiamato da familiari e amici, è stato ucciso lo scorso 19 maggio, a soli 42 anni, non lontano dalla sua abitazione di via Pacitti. Una lite con un suo compaesano, Luca Agostino, finita a coltellate, lo ha strappato alla vita e all’amore dei suoi cari. Agostino si trova rinchiuso in carcere. Ancora tanti gli interrogativi da chiarire; per questo gli inquirenti, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Cassino, Flavio Ricci, continuano ad indagare sul delitto che da domenica 19 maggio ha sconvolto non solo la piccola comunità di Villa Latina ma l’intera provincia.

Il dolore più grande resta quello dei familiari di Armandino. La moglie ha affidato ai social la toccante lettera scritta dal figlio Lorenzo. Un ricordo straziante, un omaggio per il suo papà. Una dura presa di coscienza alla quale un ragazzino, in così tenera età, non dovrebbe mai essere costretto.

“Babbo, te ne sei andato, purtroppo, da quella bella famiglia. Da 3 ci hai lasciato in 2, mi hai lasciato con il cuore spezzato e neanche più la forza per piangere, per me eri e sei il papà migliore al mondo e il pezzo più importante della nostra famiglia. Ti hanno costretto ad andartene per il troppo bene che facevi alla gente, sei stato sempre un uomo che dava anche un suo ultimo respiro a ogni persona, e oramai penso che le persone speciali come te sono sprecate su questa terra. Pà, mi hai lasciato senza anima e con un pezzo in meno del mio cuore. Te ne sei andato per colpa di questa gentaglia, questa persona prima di fare quello schifo che ha fatto a te non ha pensato che eri MIO padre, e non ha pensato se fosse successo a suo figlio. Per me, pà, sei stato una cosa inspiegabile, mi hai insegnato tante cose e mi hai lasciato tutto il tuo sudore e tutto il lavoro che hai creato in questa vita troppo breve. Ogni volta che penso a te guardo il cielo, io lo so che mi vedi…. Ti ricordi quando qualche giorno prima ho fumato la prima sigaretta insieme a te, ti ricordi quando ripetevi le stesse cose 1000 volte senza accorgertene, ti ricordi quando ti facevo i grattini sotto i piedi e tu ti addormentavi? Io ricordo tutto e penso che qualche giorno fa eri ancora qui con me. La nostra famiglia è distrutta, se ne è andato il pezzo principale…. In questo periodo non riesco a stare attivo, perché penso e ripenso alle cose che facevamo assieme, oramai il capotavola è vuoto, l’orto piange, Leo non ti trova più. Io fisso il vuoto, nonno Umberto non parla più. Nessuno ha più niente da dire. Io ti prometto che sarò il capo famiglia proprio come lo eri tu…. Ti voglio un mondo di bene pà. Lorenzo”.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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