Omicidio Bricca, domani si torna in aula. La famiglia di Thomas: “Rispetto per una vita spezzata”

Attesa per la perizia sulle celle telefoniche. La famiglia: “Non permetteremo che la verità venga oltraggiata”

Si torna in aula domani, 20 aprile, per una nuova udienza del processo sull’omicidio di Thomas Bricca. Un passaggio cruciale, quello atteso davanti alla Corte d’Appello, dopo il rinvio dello scorso 19 marzo quando non furono presentati i risultati della perizia tecnica sulle celle telefoniche agganciate da Roberto e Mattia Toson.

L’analisi, affidata al perito Claudio Alati, è considerata uno degli snodi più rilevanti del procedimento. L’obiettivo è ricostruire con precisione movimenti e contatti dei due imputati nelle ore immediatamente precedenti e successive al delitto. Proprio la complessità degli accertamenti aveva spinto i consulenti a chiedere più tempo, ottenendo il rinvio. La relazione, che dovrà chiarire la compatibilità tra i dati telefonici e la ricostruzione dei fatti, sarà ora al centro dell’udienza.

Nel frattempo, nel corso dell’ultima seduta, la Corte aveva ritenuto necessario approfondire ulteriormente alcuni elementi già emersi durante il dibattimento. Sono stati così riascoltati il luogotenente Salvatore Strusciolo e Beatrice Coccia, ex fidanzata di Mattia Toson. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulle visite in carcere effettuate dalla giovane dopo l’arresto e sul contesto in cui si sarebbero svolte.

La testimonianza di Coccia ha toccato anche aspetti centrali dell’indagine: dalle incongruenze sul casco ai messaggi scambiati dopo l’omicidio, fino al clima di tensione che avrebbe preceduto la sparatoria. Un quadro che continua a comporsi udienza dopo udienza, mentre cresce l’attesa per gli esiti della perizia tecnica, ritenuta potenzialmente decisiva per chiarire in maniera definitiva la dinamica dei fatti.

Alla vigilia dell’udienza, arriva la dichiarazione della madre di Thomas, Federica Sabellico, e dello zio Lorenzo, che ribadiscono con forza la richiesta di verità e giustizia per un giovane ucciso con un colpo di pistola alla testa nel fiore dei suoi anni, per uno scambio di persona.

“La vita di un giovane non può prevedere sconti, né tantomeno essere derubricata”

“Lunedì, in Corte d’Appello, si tornerà a parlare di verità. Sarà il momento dei periti e delle analisi sulle celle telefoniche: elementi tecnici che, ancora una volta, confermano un quadro già chiaro. I condannati pensarono di spegnere i telefoni prima dell’omicidio, per poi riaccenderli subito dopo. Uno di loro arrivò perfino a distruggere il dispositivo, sostenendo che fosse avvenuto “involontariamente” mentre spaccava la legna nei giorni successivi.

A questo si aggiunge la coerenza dei testimoni chiave, che hanno ribadito integralmente, anche in questa fase, quanto già dichiarato in primo grado.

Tutti gli elementi, tecnici e testimoniali, continuano a ricomporsi con precisione logica e temporale, confermando l’impianto accusatorio.

In città sappiamo bene cosa è accaduto. Sappiamo chi ha tolto la vita al nostro Thomas. E non permetteremo mai che su questa verità si consumi un ulteriore oltraggio.

Non è solo una battaglia giudiziaria. È una questione di giustizia, di dignità, di rispetto per una vita spezzata. Thomas vive.” – Scrivono mamma Federica e zio Lorenzo alla vigilia di una nuova udienza.

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