Omicidio Bricca: «Mio figlio non me lo ridarà nessuno», il dolore e la forza di mamma Federica dopo la sentenza per Thomas

Omicidio Thomas Bricca: l’Appello conferma l'ergastolo per Roberto Toson e 24 anni al figlio Mattia. Le reazioni dopo la sentenza

Alatri non ha mai dimenticato la tragedia del giovane Thomas Bricca, una vicenda che oggi trova, tra le carte dei tribunali, un nuovo sigillo della giustizia. A più di tre anni da quel gennaio 2023, quando la vita del diciannovenne Thomas Bricca è stata spezzata per sempre, la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha pronunciato la sua sentenza. I giudici capitolini hanno confermato il verdetto di primo grado: ergastolo per Roberto Toson e 24 anni di reclusione per il figlio Mattia.

L’abbraccio della famiglia in tribunale

Nell’aula del tribunale il tempo è sembrato fermarsi. Le lacrime di spossatezza e di dolore inconsolabile si sono unite a quelle di un immenso, liberatorio sollievo. I familiari di Thomas si sono stretti in un abbraccio fortissimo, una catena umana di dignità che resiste da oltre tre anni. «Sono sfinita, provata, ma soddisfatta perché oggi è un importante traguardo raggiunto, la condanna è stata confermata», ha spiegato Federica Sabellico, la mamma di Thomas. Le sue parole sono quelle di una madre che non ha mai smesso di lottare per l’unica cosa che le restava da dare a suo figlio: «Mio figlio deve avere una dignità e una giustizia».

Una ferita che non si rimargina, ma la certezza della giustizia

Anche il padre di Thomas, Paolo, ha voluto esprimere quel groviglio di emozioni che toglie il fiato, dove la gioia per la sentenza si scontra con l’assenza eterna del figlio: «Ero fiducioso, è stata disposta la condanna giusta, sono felice, Thomas ormai me l’hanno portato via, ma almeno giustizia è stata fatta». C’è la consapevolezza che nessuna sentenza, nessuna cella che si chiude, potrà mai colmare quel vuoto lasciato in camera, sulle strade di Alatri, nei sogni spezzati a 19 anni. Eppure, la certezza che i colpevoli pagheranno restituisce un briciolo di pace a una famiglia devastata.

L’ultima battaglia in aula tra celle telefoniche e silenzi

L’udienza che ha preceduto il verdetto è stata un dibattimento acceso e particolarmente delicato tra accusa e difesa. Prima della decisione, l’attenzione si è concentrata sulla deposizione del perito Claudio Alati, che ha illustrato le analisi tecniche legate alle celle telefoniche per capire gli spostamenti dei Toson prima e dopo l’omicidio. Per l’accusa si è trattato della conferma di un piano preciso: i telefoni dei due imputati erano stati spenti o resi non tracciabili proprio per coprire le tracce di quella sera. Uno sforzo investigativo importante, che lo zio Lorenzo Sabellico ci tiene a sottolineare: «Ci tengo a ringraziare il nucleo investigativo di Frosinone, senza di loro non avremmo ottenuto questi risultati».

“Grazie Thomas”: la promessa di una madre per l’eternità

Resta, alla fine di tutto, la voce di mamma Federica, una voce che si alza con una tenerezza che stringe il cuore: «Grazie Thomas, mi dai la forza per andare avanti anche nei momenti più difficili». Nel suo cuore, l’amore resta fermo davanti alla realtà più dura: «Mio figlio non me lo ridarà nessuno, per una mamma sarà sempre poco, ma almeno abbiamo ottenuto in parte giustizia».

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Samuele Olivieri
Samuele Olivieri
Aspirante giornalista e studente presso l’Università di Roma Tre. Ex opinionista Rai, già conduttore del telegiornale di Canale 21 Roma e inviato di cronaca e politica. Racconta l’attualità sulle principali piattaforme social italiane. Ha seguito il giornalismo internazionale da San Francisco e collaborato con redazioni e realtà d’intrattenimento a New York.

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