Omicidio Thomas Bricca: a quasi quattro mesi dal delitto, ancora nessuna verità. L’avvocato fa chiarezza

Marilena Colagiacomo, legale di Paolo Bricca, precisa che le operazioni del Racis sugli smartphone non sono ancora concluse

Alatri – A quasi quattro mesi dall’omicidio di Thomas Bricca, il 19enne ucciso in un agguato a colpi di pistola lo scorso 30 gennaio al Girone, ancora nessuna verità. Le voci circolate con insistenza riguardo le risultanze degli accertamenti sugli smartphone sequestrati nell’ambito dell’inchiesta, non troverebbero alcun fondamento ufficiale. Al contrario, l’analisi dei dati non è ancora conclusa e le operazioni termineranno nei prossimi giorni.

Pertanto, il fatto che non sarebbero emerse prove utili ad inchiodare killer e complice appare alquanto inverosimile. L’avvocato Marilena Colagiacomo, legale del padre di Thomas, Paolo Bricca, contattata dalla nostra redazione, ha precisato che: “Dopo aver parlato con il responsabile della P.G. operante, ho avuto contezza del fatto che le operazioni di analisi dei dati siano ancora in itinere. Inoltre, quando termineranno, gli esiti saranno resi noti solo al Pubblico Ministero. Non è previsto dalla procedura che gli avvocati delle parti siano informati sulle risultanze. Per questo, è doveroso evidenziare che qualunque notizia trapelata arriva da canali non ufficiali e non previsti dalla procedura”. – Ha sottolineato l’avvocato Colagiacomo.

L’avvocato Marilena Colagiacomo

In tutta questa vicenda, è innegabile, sin dal primo momento è stato difficile se non addirittura impossibile ricevere notizie o conoscere gli sviluppi delle indagini in maniera ufficiale. Una posizione che, come più volte ribadito, inasprisce gli animi ed aumenta la tensione. Ma altrettanto, la fuga di notizie non ufficiali che, dunque, potrebbero anche non trovare conferma all’esito degli accertamenti, rischia di generare confusione tra coloro che, ormai da mesi, aspettano di conoscere la verità. Il padre e la madre di Thomas, i fratelli, i familiari e gli amici più intimi.

Gli investigatori, per esaminare gli smartphone sequestrati, si sono affidati agli esperti del Racis – Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche -. Se le risultanze degli accertamenti tecnici irripetibili e le successive estrapolazioni dei dati si riveleranno o meno un buco nell’acqua, saranno gli stessi inquirenti, P.M. compreso, a dirlo. E sarà possibile farlo solo quando gli esiti saranno resi noti.

L’inchiesta

Nelle scorse settimane, sotto la lente del Racis sono finiti gli smartphone di Mattia Toson, indagato insieme al padre Roberto con le accuse di concorso in omicidio e detenzione illecita di armi, e del fratello minore dello stesso Mattia, Niccolò, che non risulta indagato. Non è stato possibile procedere all’estrapolazione della copia forense del telefono cellulare di Roberto Toson in quanto, stando a quanto trapelato, lo stesso avrebbe dichiarato che fosse rotto e, dunque, inutilizzabile. Nell’ambito dell’inchiesta, sono stati poi sequestrati altri tre smartphone: quello della fidanzata o ex di Mattia, quello dello zio del giovane, Francesco Dell’Uomo, detto “Budella”, e quello di Christian Belli, uno dei migliori amici del ragazzo iscritto insieme al padre sul registro degli indagati.

I dati estrapolati, soprattutto se incrociati tra loro, potrebbero essere fondamentali per confermare il quadro accusatorio al quale stanno lavorando gli inquirenti. Un quadro che vedrebbe Mattia e Roberto Toson in sella al T-Max scuro dal quale è stato esploso il colpo mortale che ha raggiunto Thomas Bricca alla testa. Si attendono i prossimi giorni per gli esiti degli accertamenti che, però, come chiarito in precedenza, non saranno resi noti ufficialmente.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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