Usa – Un episodio di violenza estrema ha colpito la piccola comunità di New River, in Arizona, dove un pastore protestante di 76 anni è stato trovato morto nella sua camera da letto, disposto in una postura che richiamava esplicitamente la crocifissione, con una corona di spine collocata sul capo.
L’aggressore, un uomo di 51 anni, ha confessato l’omicidio e ha affermato di aver pianificato una serie di attacchi contro altri leader cristiani in diversi stati americani. La scoperta del corpo del prete è avvenuta dopo che alcuni membri della comunità, preoccupati per l’assenza del pastore, avevano richiesto un controllo.
L’aggressore non ha negato le proprie responsabilità e ha dichiarato di aver agito con premeditazione, scegliendo la vittima e studiando la modalità dell’omicidio per conferire al gesto un significato simbolico. Le autorità parlano di un progetto che avrebbe potuto coinvolgere almeno dieci stati, con un numero imprecisato di potenziali vittime.
Il caso ha sollevato interrogativi sulla stabilità mentale e sulle convinzioni religiose dell’aggressore, e ha trasformato la comunità di New River in un simbolo delle derive estreme che possono nascere da forme di radicalizzazione individuale.
L’aggressore è stato estradato a Phoenix e formalmente incriminato per omicidio di primo grado. In aula ha dichiarato di non voler contestare le accuse, chiedendo una condanna immediata e sostenendo di essere pienamente consapevole delle proprie azioni. La procura ha definito il caso uno dei più inquietanti degli ultimi anni, sia per la brutalità del gesto sia per la sua dimensione simbolica.