Orrore sulla tomba di Pamela Genini, trafugata la testa della 29enne uccisa dall’ex: il legame con Cassino

La salma profanata nel cimitero prima del trasferimento nella cappella di famiglia. Cassino, dove la giovane aveva vissuto, resta sgomenta

Nuovo, inquietante capitolo nella tragica vicenda di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano dall’ex compagno, il 52enne Gianluca Soncin. La sua tomba è stata profanata: ignoti hanno aperto il feretro approfittando del trasferimento della salma e hanno decapitato il corpo, trafugandone la testa.

Il fatto è avvenuto nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, dove il feretro era custodito prima di essere spostato nella cappella di famiglia. La scoperta risale a lunedì scorso. La salma, recuperata, è stata sequestrata dall’autorità giudiziaria, mentre della testa al momento non vi sarebbe traccia.

A rendere nota la vicenda è stata la trasmissione Dentro la Notizia in onda su Canale 5. Sull’accaduto la Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere e furto. L’articolo 411 del codice penale prevede una pena da due a sette anni di reclusione, con l’aggravante se il fatto avviene all’interno di un cimitero.

Resta al momento un mistero sia l’identità di chi abbia compiuto un gesto così estremo sia il movente. Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Nuovo shock a Cassino

La storia di Pamela Genini aveva già profondamente colpito anche il nostro territorio. La giovane, prima di trasferirsi a Milano, aveva vissuto a lungo a Cassino, dove era arrivata anni fa per amore, legandosi sentimentalmente a un noto imprenditore locale. In città si era inserita nell’ambiente universitario, facendosi conoscere e apprezzare per la sua educazione, la sua sensibilità e la sua intelligenza. Di lei tanti ricordano il sorriso e la capacità di creare legami autentici.

Il femminicidio, avvenuto a Milano, aveva scosso l’intera comunità cassinate. Secondo quanto ricostruito, Pamela era stata colpita a coltellate dall’ex compagno, di 23 anni più grande, con cui aveva interrotto la relazione proprio nel pomeriggio del delitto. L’uomo era stato fermato dopo aver inscenato un tentativo di suicidio ed è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dal vincolo della relazione affettiva, oltre che di stalking.

Oggi, a mesi da quel delitto, il dolore si riapre con un atto che aggiunge sgomento allo sgomento. Un gesto che non colpisce soltanto la memoria di una giovane donna vittima di femminicidio, ma ferisce ancora una volta la dignità della persona e il sentimento di un’intera comunità che non ha mai smesso di ricordarla.

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