Pd Frosinone, obiettivo campo largo: possibile intesa col Psi nel capoluogo ma divisi su Isola del Liri

Il nocciolo del contendere può essere sintetizzato guardando alla base dell’accordo 50/50 per la gestione della federazione

Dopo il referendum costituzionale vinto da uno schieramento in larga misura supportato dal centrosinistra, la direzione obbligata per tentare il ritorno al timone dei governi nazionale, regionale e locali è quella dell’unità tra le forze del “campo largo”. Una rotta che implica e sottintende il superamento delle trasversalità pur praticate, più o meno esplicitamente da decenni ormai, con governance contaminate fra i due schieramenti: inizialmente solo in consorzi e società partecipate, poi in enti di secondo livello, per giungere ai Comuni anche se, spesso, dissimulate sotto la maschera del civismo.

Questa la rotta che il Pd ha adottato anche in provincia di Frosinone, reduce del recente congresso unitario: il principale effetto condurrebbe, come conseguenza probabile, anche ad una possibile intesa nel capoluogo con la coalizione già formata e attivata dai socialisti attorno alla candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi.

Nervi tesi tra Area Dem e Rete Dem/Energia Popolare

Al di là dello schema adottato, i dem si trovano però a misurare quali siano le distanze reali fra la teoria e la pratica proprio al cospetto con le situazioni d’attualità stretta del territorio. La vicenda isolana, con il sindaco civico Massimiliano Quadrini che martedì annuncerà d’aver preso la tessera di Fratelli d’Italia, pare aver fatto saltare i nervi ai due schieramenti che hanno siglato la pace congressuale. La risposta ovvia, quasi scontata, del segretario di federazione Achille Migliorelli alla domanda su quali siano gli scranni consiliari dove debba scegliere di accomodarsi il Pd in caso di sindaco meloniano – all’opposizione, certo – è stata contestata dalla consigliera regionale Sara Battisti spostando l’attenzione sul metodo: prima di parlare, il numero uno dei dem ciociari, dovrebbe guardare alle storie personali dei vari esponenti dem.

Sottinteso: lo sai o no che la tua uscita finisce col colpire direttamente qualcuno vicino a noi invece di qualcun altro?

Una linea politica da concordare sulla base del patto congressuale

Il nocciolo del contendere può essere sintetizzato così: abbiamo fatto un accordo 50/50 per la gestione della federazione? Bene, non ti puoi svegliare la mattina e parlare come se avesse vinto solo Area Dem (Francesco De Angelis), la linea va concordata anche con l’area Battisti/Pompeo. Perché è chiaro che quella dichiarazione finisce per colpire (per ora a salve) essenzialmente l’assessore Stefano Vitale e la consigliera Annapaola Faticoni che sostengono il sindaco isolano e che fanno riferimento entrambi alla componente di Rete Democratica/Energia Popolare. Dalle parti di area Dem si ribadisce che la posizione del segretario è limpida, chiara e coerente. Il problema è che Quadrini era prima civico e adesso di FdI. Nemmeno si può dire di Veroli, Ferentino e Sora che siano la stessa cosa di Isola del Liri.

A Veroli è primo cittadino un civico (Germano Caperna) con passato Pd e comunque di centrosinsitra, a Ferentino Piergianni Fiorletta è un iscritto al Pd da sempre.

Da Area Dem ribadiscono: dal segretario linea limpida e coerente

In quel di Sora Luca Di Stefano resta civico, ha fatto campagna elettorale alle comunali da alleato del Pd ed alle provinciali, quando è stato eletto presidente, era comunque e sempre alleato del Pd. Conclusione: “Isola del Liri non ci azzecca niente con queste questioni”. La linea politica del segretario provinciale, quindi, ribadiscono da ambienti di Area Dem, è inattaccabile, stare all’opposizione di FdI non è un punto di cui si possa discutere. Specialmente oggi, dopo il referendum, mentre in tutta Italia si stanno costruendo il campo largo e l’alternativa a questo centrodestra. Proprio in quest’ottica – in particolare nel Pd del capoluogo – sta prendendo piede la convinzione che, alla fine, col Psi di Gian Franco Schietroma sia vietato rompere e che si debba trovare prima di tutto ed al più presto una base programmatica condivisa.

Meglio che tutte le componenti tornino a sedersi ad un tavolo

Mentre dall’area Schlein non giungono per ora segni di vita, dalle parti di Battisti e Pompeo l’aria che si respira è più frizzantina: la linea politica o ce la diamo a 360 gradi o abbiamo scherzato, sintetizza un esponente. Il segretario regionale Daniele Leodori ha invitato a destrutturare la destra a partire dal basso. Benissimo, a patto che non gli dai le armi per combattere il centrosinistra e non metti esponenti a fare gli assessori. Poi dove stanno le posizioni di Area Dem a Veroli, Ferentino e Sora è tutto ok? Appello finale: sediamoci ad un tavolo e diamoci una linea. “Avvertimento serio”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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