Si è rinnovato ieri, nella chiesa di Santa Maria Goretti a Frosinone, il tradizionale precetto pasquale interforze organizzato dal 72° Stormo dell’Aeronautica Militare, in qualità di Comando di Presidio Militare della provincia. Un momento di raccoglimento e condivisione che ha riunito in preghiera il personale dello Stato che, con uniformi diverse ma con identico spirito di servizio, opera quotidianamente per il bene della collettività.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, e concelebrata dai Cappellani Militari della provincia.



Numerose le autorità civili e militari presenti: il prefetto di Frosinone Giuseppe Ranieri, il questore Stanislao Caruso, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Gabriele Mattioli, il comandante del 72° Stormo colonnello Alessandro Fiorini, il comandante del Gruppo di Frosinone della Guardia di Finanza tenente colonnello Claudio Scarselletta, il comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria maggiore Precentino Corona, il comandante del Gruppo Carabinieri Forestali tenente colonnello Vitantonio Masi, il comandante provinciale dei vigili del fuoco ingegner Pietro Giovanni Muscinesi, il comandante del 41° Reggimento IMINT “Cordenons” colonnello Marco De Santis, il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, il comandante della polizia locale Dino Padovani, il vice direttore della Casa circondariale Laura Notaro, oltre ai rappresentanti della Polizia Penitenziaria, della Croce Rossa, dell’Associazione Carabinieri, degli ordini cavallereschi e ai ragazzi del centro diurno di Falvaterra.









Calorosa e sentita anche la partecipazione dei soci delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, a testimonianza dell’indissolubile legame tra il passato e il presente degli uomini e delle donne in divisa.


Nel corso dell’omelia, mons. Marcianò ha rivolto parole di profonda stima a tutti i rappresentanti delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato, sottolineando come la loro missione sia carica di responsabilità e umanità, soprattutto verso chi soffre ingiustamente. Ha richiamato il rischio dell’indifferenza, definendola uno dei mali più insidiosi del nostro tempo, capace di dividere e contrapporre, e ha ribadito quanto il dialogo, il rispetto delle regole e il senso del dovere siano fondamentali per costruire una convivenza pacifica e solidale. Un passaggio è stato dedicato anche alla tutela del creato e alla cura della “casa comune”, impegno che interpella in modo particolare le nuove generazioni.
«Siete un presidio limpido e credibile per le nostre comunità. Con il vostro servizio dimostrate che l’odio non ha l’ultima parola e che è l’amore, tradotto in giustizia, dedizione e sacrificio, a prevalere. Difendere, proteggere e servire significa rendere visibile un bene più grande. Il vostro impegno quotidiano è un dono prezioso per tutti noi».
Un pensiero intenso è stato rivolto ai caduti, nel ricordo di chi ha sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere, affinché il loro esempio continui a illuminare il cammino di chi oggi indossa un’uniforme. La celebrazione si è conclusa con l’auspicio di ritrovarsi ancora, nella prossima occasione, portando con sé quanto condiviso: non solo un rito, ma un impegno rinnovato a custodire, insieme, i valori di servizio, unità e responsabilità che tengono salda la comunità.