La lista purtroppo si allunga ancora. E questa volta non si tratta più di quattro vittime in sei giorni, ma di cinque. Cinque persone che, nell’arco di appena una settimana, hanno perso la vita dopo gesti volontari in diversi centri della provincia di Frosinone.
L’ultima tragedia è avvenuta ieri sera a Isola del Liri, dove un anziano ospite di una struttura sanitaria è precipitato dopo un volo di diversi metri. Un episodio inizialmente affidato agli accertamenti dei carabinieri intervenuti sul posto e che, al termine delle verifiche, è stato ricondotto a un gesto volontario.
La Procura ha quindi archiviato il caso e, terminati gli accertamenti necessari, ha disposto la restituzione della salma ai familiari. Una morte che si aggiunge così alla drammatica sequenza iniziata all’inizio della settimana.
Cinque vittime in sei giorni. Un bilancio che, per la sua rapidità e concentrazione temporale, non può lasciare indifferenti. La settimana nera era iniziata lunedì 24 agosto con la morte di un’ex insegnante di Frosinone, precipitata dal balcone della propria abitazione. Giovedì 27 agosto la tragedia di un anziano a Ceprano, morto dopo un gesto estremo. Venerdì 28 agosto un’altra donna è morta a Piglio dopo essere precipitata dal terzo piano della propria abitazione.
Poi il sabato, con una nuova tragedia, questa volta a Cassino, all’alba, con il ritrovamento del corpo senza vita di una giovane in un cortile, e infine ieri sera ad Isola del Liri. Una sequenza che ha portato a cinque il numero delle vittime in appena sei giorni.
Numeri dietro i quali, però, non ci sono soltanto numeri. Ci sono cinque persone, cinque storie, cinque famiglie che si sono trovate improvvisamente davanti a un dolore impossibile da metabolizzare.
E proprio mentre questo bilancio si aggravava, questa mattina a Sora si è consumata un’altra situazione drammatica, ma con un finale diverso. Una giovane donna è stata salvata dai carabinieri della Compagnia di Sora dopo essere stata trovata sul cavalcavia della superstrada Sora-Avezzano. L’allarme era scattato grazie a un automobilista che aveva notato una vettura ferma con le quattro frecce accese e aveva chiamato il 112. I militari sono arrivati e hanno instaurato un dialogo con la ragazza, riuscendo alla fine a convincerla a desistere. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118, che hanno preso in carico la giovane e l’hanno trasferita in ospedale. – LEGGI QUI
È una storia che, questa volta, abbiamo potuto raccontare con un finale diverso. Una vita che non si è aggiunta a quella drammatica lista di vite spezzate. Tredici da inizio 2026. Un numero sottostimato.
Ed è forse proprio questo il dato sul quale fermarsi. Perché soltanto poche ore prima tornavamo a parlare, dalle colonne di questo quotidiano, dell’emergenza suicidi e dei quattro casi registrati in sei giorni. Lo facevamo davanti a numeri impressionanti che ora, con la conferma dell’ennesimo suicidio, purtroppo, sono ancora più pesanti. – LEGGI QUI
Cinque vittime in sei giorni. E, nello stesso arco di tempo, una ragazza che questa mattina è stata salvata prima che fosse troppo tardi. Così come l’anziano salvato ieri a Sora.
Due facce della stessa emergenza: da una parte una sofferenza che arriva a un punto estremo e che troppo spesso rimane invisibile fino a quando non è troppo tardi; dall’altra l’importanza di un intervento tempestivo, di qualcuno che non si volta dall’altra parte, chiama i soccorsi, di qualcuno che arriva e soprattutto ascolta.
Questa mattina a Sora i carabinieri sono arrivati in tempo. Ieri sera, a Isola del Liri, invece, una vita è finita. È questo contrasto, più di qualsiasi numero, a raccontare la drammaticità di questi giorni. E a ricordarci che dietro ogni allarme c’è una persona che sta attraversando una sofferenza e che non dovrebbe essere lasciata sola.