Nuova giornata cruciale, ieri, nel processo d’Appello bis per l’omicidio di Serena Mollicone. A riportare al centro dell’inchiesta la pista della caserma dei carabinieri di Arce è stata Sonia Da Fonseca, ascoltata come teste chiave davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma.
La donna ha confermato che Anna Maria Torriero, compagna del brigadiere Santino Tuzi, le confidò di avere visto Serena entrare in caserma il primo giugno 2001, giorno della sua scomparsa. Un racconto che, secondo l’accusa, rafforza la versione fornita anni fa dallo stesso Tuzi, il carabiniere morto suicida nel 2008 dopo avere riferito agli inquirenti di avere visto la diciottenne all’interno della stazione dei carabinieri.
Nel corso dell’udienza sono state esaminate anche alcune intercettazioni telefoniche e ambientali del 2008 tra Da Fonseca e l’appuntato Ernesto Venticinque. Conversazioni considerate rilevanti dalla Procura generale perché ritenute coerenti con il racconto sulla presenza della ragazza nella struttura militare.
Il procedimento rappresenta il quarto processo sulla morte della studentessa di Arce. Dopo le assoluzioni in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza disponendo un nuovo giudizio d’appello limitatamente alla posizione della famiglia Mottola.