Regionali, Rampelli: “Se Meloni chiama non mi tiro indietro”

Come candidato per il centrodestra raggiungerebbe il 46% dei consensi, circa 20 punti in più dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato

“Se Meloni chiamasse non mi tirerei indietro”. Fabio Rampelli, attuale vicepresidente della Camera, annuncia ufficialmente la sua disponibilità a correre per la presidenza della Regione Lazio. Un nome, il suo, che stando ad alcuni sondaggi sbaraglierebbe la concorrenza. Come candidato per il centrodestra raggiungerebbe il 46% dei consensi, circa 20 punti in più dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

Il centrodestra, comunque, ancora non si è scoperto sul nome con cui correrà alle elezioni regionali che, salvo ulteriori colpi di scena, si dovrebbero tenere il 12 febbraio del 2023. La rosa, al momento, conta tre nomi: Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, per anni volontario alla Caritas, Fabio Rampelli e Nicola Procaccini.

“Le autocandidature non funzionano da nessuna parte, nemmeno nel centrodestra – ha affermato Rampelli a L’Aria che tira su La7– Detto ciò mi sono sempre messo a disposizione della comunità da buon soldato e se ci fosse una chiamata dalla Meloni non potrei sottrarmi, anche se al momento sono il vicepresidente della Camera dei deputati”.

Alla già complessa situazione, come detto, si è aggiunto, nei giorni scorsi, anche Nicola Procaccini. Pure l’europarlamentare di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Terracina, durante un intervento ad Agorà, su Rai3, non ha escluso la discesa in campo: “Ho fatto il sindaco per tanti anni e so quanto è complesso e bello prendersi carico di una comunità così direttamente. È chiaro che non mi sottrarrei se me lo chiedesse il presidente Meloni”.

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