Tragedia nel Regno Unito, dove un ragazzo di 12 anni è stato trovato privo di vita nella casa della sua famiglia a Glasshoughton, nel West Yorkshire. Secondo quanto emerso dalle indagini, la morte sarebbe avvenuta nel tentativo di replicare una scena ispirata alla serie Netflix Squid Game, diventata popolare anche tra i più giovani nonostante i contenuti esplicitamente violenti.
Il corpo del minorenne è stato rinvenuto dal cugino di 9 anni, incosciente sulle scale dell’abitazione, con un lenzuolo attorno al collo. Inutili i tentativi di rianimazione e la corsa in ospedale. Fin da subito familiari e amici hanno escluso l’ipotesi del gesto volontario, aprendo la strada a una lunga indagine per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Gli accertamenti condotti dalla polizia hanno portato a ritenere che il ragazzo stesse cercando di ricreare uno dei “giochi” presenti nella serie. A supporto di questa ricostruzione, il coroner di Wakefield ha evidenziato diversi elementi: poche ore prima della morte, il 12enne aveva condiviso in un gruppo WhatsApp l’immagine di un personaggio impiccato tratto dalla serie e, secondo quanto emerso, aveva anche cercato su YouTube un video di primo soccorso su come “sopravvivere da soli al soffocamento”.
I genitori, ascoltati dal Tribunale, hanno descritto il figlio come un bambino sereno, senza problemi di salute mentale, sostenendo che si sia trattato di un tragico incidente. Una valutazione condivisa dal vice coroner, che ha parlato di una “serie di circostanze estremamente tragiche”.
Secondo la stampa britannica, il caso sarebbe collegato ad almeno altri quattro decessi di adolescenti e preadolescenti potenzialmente legati all’esposizione a contenuti violenti online, in particolare attraverso i social network. Sotto la lente, soprattutto TikTok, piattaforma accusata di controlli meno stringenti: a febbraio, i familiari di quattro giovani avrebbero avviato un’azione legale contro il social per chiedere maggiori tutele a protezione dei minori.