Rifiuti, l’affondo della minoranza sulla gestione del servizio: “Inadeguatezza di chi amministra”

Ceccano - A distanza di un anno dalla richiesta si è tenuta la Commissione relativa alla gara per la gestione della raccolta differenziata

A distanza di un anno dalla richiesta di convocazione formulata dai consiglieri Querqui, De Santis e Di Pofi, si è tenuta la Commissione relativa alla procedura di gara per la gestione della raccolta differenziata nel corso della quale sono state evidenziate, tra l’altro, criticità nella gestione del servizio, già rappresentate in Consiglio Comunale.

“La convocazione della Commissione a bando già pubblicato conferma l’atteggiamento della maggioranza che amministra Ceccano; nessun precedente confronto, su un tema così rilevante, con la minoranza consiliare, la quale per l’ennesima volta si trova a dover prendere atto delle determinazioni amministrative – spiegano in una nota i consiglieri Andrea Querqui, Mariangela De Santis, Emiliano Di Pofi, Emanuela Piroli -. Si sarebbe potuto discutere anche di modalità alternative, limitatamente a determinate zone, alla raccolta ‘porta a porta’ al fine di abbattere una parte dei costi di gestione. Il Sindaco, poi, dovrebbe spiegare le motivazioni della durata dell’appalto per n. 7 anni in termini di beneficio economico per la cittadinanza; probabilmente tale scelta, però, non è casuale considerando che la scadenza dell’appalto vincolerebbe anche le future amministrazioni, salvo risoluzione anticipata. Quest’amministrazione conferma, ancora una volta, l’approssimazione con cui gestisce la cosa pubblica. Nel corso della Commissione si è discusso anche dell’appalto in scadenza ed, in particolare, è stata evidenziata nuovamente la mancata corrispondenza tra i dati dei rifiuti differenziati ed il 100% dei ricavi che avrebbero dovuto essere corrisposti al Comune di Ceccano, come da offerta migliorativa formulata dalla società aggiudicataria; la stima orientativa degli introiti derivanti dal recupero dei rifiuti, come quantificata nell’offerta formulata dal tecnico
incaricato della redazione di una perizia estimativa, necessaria per la verifica finale di conformità dell’appalto e di cui è stata richiesta copia, è indicata nella misura non inferiore ad euro 250.000 – 300.000 annui al lordo dei costi di preselezione (dal 2018 al 2022), quando al Comune è sempre stata riconosciuta la sola somma di circa 30.000,00 euro annui”.

Nei documenti allegati alla procedura di gara, poi, viene richiamato l’obiettivo della tariffazione puntuale per la quale l’ente, a marzo 2023, ha affidato l’incarico per la redazione di specifico progetto ad una società per l’importo di 39.250,00, progetto di cui – ad oggi – ancora non si hanno notizie. I consiglieri De Santis, Di Pofi, Piroli e Querqui evidenziano, infine, l’assoluta inadeguatezza di chi amministra, considerando che, negli ultimi anni, c’è stato anche un aumento dei costi di gestione, incidenti sulla determinazione delle tariffe TARI, che avrebbero potuto essere
contenuti nel caso si fosse proceduto alla verifica circa il corretto adempimento delle obbligazioni da parte della società che ha gestito il servizio. Unica certezza è che, per tali mancanze, hanno pagato i cittadini.

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