“A seguito delle recenti vicende processuali riguardanti la rinuncia al ricorso dinanzi al Tar Lazio di Roma da parte del Comune di Anagni, è doveroso offrire alla cittadinanza una ricostruzione puntuale dei fatti riguardanti l’operazione “Energia Anagni” e il progetto del biodigestore in località Selciatella. I documenti depositati in giudizio e al registro delle imprese tracciano una sequenza temporale che solleva legittimi interrogativi sulla tutela dell’interesse pubblico nella vicenda”. Così in una nota LiberAnagni – Coalizione Civica.
La cronistoria di LiberAnagni
“La Energia Anagni s.r.l., società proponente il biodigestore, era inizialmente partecipata al 55% dalla A2A s.p.a., al 25% dalla Saxa Gres s.p.a. e al 20% dalla Saf s.p.a. A dicembre 2023, si registravano sostanziali modifiche all’assetto della Energia Anagni s.r.l. in quanto l’allora socio di maggioranza A2A s.p.a., colosso dell’energia, decideva di abbandonare il progetto cedendo la propria quota del 55% al Dott. Francesco Borgomeo al valore nominale di 5.500 euro (su un capitale sociale di 10.000 euro). – Aggiungono dalla Coalizione Civica.
La società pubblica Saf s.p.a., partecipata dai 91 Comuni della Provincia di Frosinone, manteneva la partecipazione iniziale del 20% in quanto non riteneva opportuno acquistare le predette quote, pur potendo esercitare un diritto di prelazione. Nello stesso mese di dicembre 2023, veniva nominato quale nuovo Presidente del Consiglio d’Amministrazione il Dott. Paolo Patrizi su proposta della Saf s.p.a.
A marzo 2025, mentre il Comune di Anagni sosteneva ancora il ricorso contro l’impianto, la società Saxa Gres s.p.a. sottoscriveva un contratto preliminare per la vendita del terreno ove dovrebbe sorgere il biodigestore alla società proponente Energia Anagni s.r.l.
A giugno 2025, il Tribunale di Roma, all’interno della procedura di composizione negoziata della crisi attivata da Saxa Gres s.p.a., autorizzava il trasferimento del ramo aziendale di quest’ultima, dove era ricompreso anche il suddetto contratto preliminare di vendita del terreno, ad altra società (operazione ultimata ad agosto 2025 con l’atto di cessione).
Il 23 gennaio 2026, a ridosso dell’udienza finale del Tar Lazio fissata il 25 febbraio 2026, il Comune di Anagni ha depositato la rinuncia al ricorso contro il biodigestore, per il quale, all’epoca, in seguito alla raccolta di oltre 600 firme dei cittadini e alla dura battaglia in consiglio comunale per sostenere la delibera di iniziativa popolare, venne pagato un compenso professionale di circa 30.000 euro.
La motivazione ufficiale della rinuncia risiederebbe nel presunto “controllo pubblico” garantito dall’ingresso della Saf s.p.a. in maggioranza nel capitale sociale di Energia Anagni s.r.l. – Scrivono ancora da LiberAnagni.
Tuttavia, i dati societari aggiornati mostrano una realtà diversa: alla data odierna, la Saf s.p.a. continua a detenere solo il 20% delle quote, lasciando la maggioranza assoluta e il potere decisionale nelle mani di soggetti privati, tra cui la Saxa Gres s.p.a. attualmente in fase di accesso alla procedura di concordato preventivo.
Pochi giorni dopo la rinuncia del Comune, infatti, le quote di maggioranza pari al 55% del capitale sociale sono passate dal Dott. Francesco Borgomeo alla società Bel Green s.r.l., costituita a dicembre 2025, al prezzo di 1.050.000,00 euro, anche questa volta senza che la Saf s.p.a. abbia esercitato il diritto di prelazione per l’acquisto”. – Evidenziano.
Gli interrogativi
“Alla luce di questi fatti documentati, – incalzano da LiberAnagni – si richiedono risposte chiare alle seguenti domande:
- Perché il Comune ha rinunciato al ricorso?
- Perché il Sindaco ha dichiarato che ci sarà un controllo pubblico dell’impianto quando la società Energia Anagni s.r.l. è governata da soggetti privati?
- Quali garanzie sono state ottenute sulla bonifica del sito di Selciatella, tema già sollevato con urgenza dal consigliere Luca Santovincenzo nel febbraio 2025?
- Perché non vengono condivise informazioni sulle decisioni prese da Saf s.p.a. e sulle strategie di questa società?
L’amministrazione ha il dovere di chiarire se la rinuncia al ricorso sia stata una scelta strategica per la città e se siano state attentamente valutate la tutela ambientale del territorio e la salute dei cittadini.
Gli stessi chiarimenti ai cittadini dovrebbero essere forniti dalla società partecipata Saf s.p.a. e dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di Energia Anagni s.r.l. Dott. Paolo Patrizi, nominato dallo stesso socio Saf s.p.a., dal momento che tali soggetti, a detta dell’amministrazione comunale, dovranno perseguire gli interessi pubblici.
Noi restiamo fedeli alla decisione espressa dagli anagnini con la raccolta firme e a quanto stabilito dal consiglio comunale con la delibera di proposizione del ricorso contro il biodigestore che non ci risulta essere mai stata annullata o revocata.
Per questo continuiamo a sostenere con forza i cittadini e le associazioni che ancora lottano al Tar Lazio di Roma contro il mega impianto di rifiuti. Fortunatamente all’udienza del 25 febbraio ci sarà ancora chi ha sempre difeso questa scelta senza ripensamenti”. – Chiosano i Civici.
