Convocazione del cda della Saf, col rinvio del rendiconto dello scorso anno – in considerazione del ritardo nel trasferimento di 13,5 milioni promessi mesi addietro dalla Regione Lazio, per compensare i maggiori costi del conferimento rifiuti da parte dei Comuni della provincia – e dettagli della determinazione regionale G10872 sul rogo della Remat di San Giorgio a Liri, con prescrizioni stringenti anche sotto il profilo temporale, descrivono la situazione del sistema rifiuti in provincia di Frosinone. Tra i motivi di tensione si potrebbe aggiungere anche la sollevazione popolare in corso contro la riapertura della discarica di Roccasecca, col suo V bacino che dovrebbe servire prevalentemente a stipare immondizia della capitale.
Iniziamo dal rogo che il 12 luglio 2026 ha distrutto lo stabilimento della RE.MAT. Lazio S.p.A. Il quadro autorizzativo e normativo dell’impianto di San Giorgio a Liri è crollato ufficialmente il 31 luglio 2026, con la firma della Determinazione Regionale n. G10872 da parte della Direzione Regionale Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio. Attraverso questo atto perentorio, la Regione ha disposto – come da Frosinone News riferito anche in un precedente servizio – la sospensione temporanea con effetto immediato dell’Autorizzazione Unica (ex art. 208 del D.Lgs. 152/2006) precedentemente rinnovata nel maggio 2024 alla RE.MAT. Lazio S.p.A..
I dati Arpa sulle diossine nell’aria superiori ai limiti fissati dall’Oms
La determina prende atto degli esiti della riunione del 30 luglio 2026 tenutasi presso il Comune di San Giorgio a Liri. L’impianto è stato dichiarato del tutto inagibile e posto sotto sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria (Procura di Cassino e Frosinone), rendendo impossibile la prosecuzione della gestione dei rifiuti o l’osservanza delle prescrizioni ordinarie. La Regione evidenzia i riscontri dei monitoraggi effettuati da ARPA Lazio (Sede di Frosinone), i cui campionamenti sulla matrice aria hanno registrato la presenza di diossine con valori significativamente superiori ai limiti dell’OMS. A questo si aggiunge l’allarme per la potenziale contaminazione delle matrici suolo ed acque (superficiali e sotterranee) a causa del dilavamento e della percolazione delle acque di spegnimento utilizzate dai Vigili del Fuoco.
Ravvisando la sussistenza di “situazioni di pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente”, la Direzione regionale ha azionato la sospensione d’ufficio cautelare e la contestuale diffida senza il preavviso di cui all’art. 10-bis L. 241/90, data la gravità e l’urgenza dell’evento. La società viene contestualmente diffidata a presentare entro 5 giorni un report dettagliato sulle quantità e tipologie di rifiuti presenti al momento dell’incendio e un cronoprogramma di ripristino. ReMat deve procedere con urgenza — previo nulla osta dell’Autorità Giudiziaria — allo svuotamento delle vasche di accumulo delle acque di piazzale e alla copertura con teli impermeabilizzati dei cumuli di rifiuti combusti o parzialmente combusti per prevenire ulteriori dispersioni.
Cda della Saf con relazione sull’incendio e rinvio del bilancio 2025
La società sangiorgese, inoltre, deve – sempre per prescrizione regionale – attuare in accordo con Arpa Lazio un piano di monitoraggio esteso di suolo, sottosuolo e falda anche nelle aree esterne allo stabilimento. La determina firmata dalla dirigente Wanda D’Ercole richiama i provvedimenti già adottati dai sindaci e commissari locali: dalle ordinanze del Comune di San Giorgio a Liri e di Esperia (che hanno imposto il divieto di pascolo, l’interdizione dell’uso di pozzi privati, l’uso di prodotti ortofrutticoli e il blocco della commercializzazione del latte) fino all’intervento del MASE, che ha attivato l’ISPRA e il Sistema Nazionale SNPA per la valutazione e quantificazione del danno ambientale.
- Mentre la magistratura e le agenzie ambientali delimitano il perimetro del disastro a San Giorgio a Liri, le onde d’urto arrivano alla governance del settore rifiuti a livello provinciale. La RE.MAT. Lazio S.p.A., infatti, è storicamente legata a Saf Spa (Società Ambiente Frosinone), partecipata dai 91 Comuni della Provincia e dalla Provincia stessa. Con la convocazione d’urgenza prot. n. 204 del 2 agosto 2026, firmata dal Presidente di SAF Fabio De Angelis, è stato indetto il Consiglio di Amministrazione per il 3 agosto 2026 alle ore 16.30 presso la sede di Colfelice.
Buschini dimissionario dal primo agosto, ora la surroga per cooptazione
Al punto 2 dell’O.d.G. figura la presa d’atto delle dimissioni del consigliere Mauro Buschini, rassegnate il 1° agosto 2026. La sua uscita non è collegata ai fatti relativi alla gestione dei rifiuti ma ad un piano di avvicendamento del Pd provinciale: per questo al suo posto dovrebbe essere indicato il dem Luca Fantini. Il Cda dovrebbe deliberare ai sensi dell’art. 2386 c.c. per la surroga tramite cooptazione. Al punto 4, il Presidente De Angelis relazionerà il board sugli impatti operativi ed economico-finanziari dell’incendio di San Giorgio a Liri. Il punto 5 porta sul tavolo il differimento dell’approvazione del bilancio di esercizio in attesa che la Regione Lazio effettivamente trasferisca i fondi di cui abbiamo riferito. Dipenderà dall’assessore Giancarlo Righini decidere come e quando adempiere alle promesse pubbliche a favore di telecamere. Ammesso che lo decida.
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