Salone nautico di Venezia, la Camera di Commercio protagonista: presentato il Report

Venerdì e sabato in Arsenale due giorni di confronto e dibattito per Ente e Azienda Speciale Informare con Acampora e Testa

Due giorni, venerdì e sabato, nei quali la Camera di Commercio Frosinone Latina e la sua Azienda Speciale Informare sono state protagoniste al Salone Nautico di Venezia.

Venerdì sono stati presentati i dati del XII Report del Mare, Focus su Venezia – Veneto, forniti dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare – OsserMare insieme al Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere. Un appuntamento voluto, come ogni anno, da Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare e Assonautica Italiana. Sabato il convegno sulla Transizione voluto da Assonautica.

Acampora apre i lavori

Ad aprire l’evento, il presidente di Camera di Commercio Frosinone Latina e Assonautica Italiana Giovanni Acampora: “Il Salone si conferma un luogo strategico di confronto, e i dati dell’Economia del Mare che presentiamo oggi, – con un focus su Venezia e sul Veneto – sono uno strumento essenziale per leggere le filiere e orientare le strategie a tutti i livelli istituzionali. Da oltre quindici anni mettiamo a disposizione un patrimonio unico di analisi, riconosciuto come best practice europea, che stiamo rafforzando grazie alla rete dei centri studi e alle nuove partnership, dall’Osservatorio sull’Underwater al Blue Forum Italia Network. Anche quest’anno porteremo il nostro Rapporto Nazionale al MIMIT e nelle tappe del Summit Blue Forum, per dare voce e risonanza al sistema mare del Paese e intercettare insieme le nuove direttrici di sviluppo”.

Antonello Testa illustra il Report

L’Economia del Mare in Italia si conferma un pilastro strategico, generando 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto (pari al 4,0% della ricchezza nazionale), in crescita del +15,9% nel biennio 2023/2022. Il settore garantisce l’occupazione a 1.089.710 addetti (+7,7% nel biennio, con un’incidenza del 4,2% sul totale nazionale) e conta 232.841 imprese (+2,0% nel 2024 rispetto al 2022, pari al 4% del tessuto imprenditoriale italiano). L’elemento cardine del rapporto è il moltiplicatore economico, pari a 1,8: ogni euro investito direttamente nelle attività marine ne attiva altri 1,8 nel resto dell’economia, generando un valore aggiunto indiretto di 140 miliardi di euro. Complessivamente, la filiera allargata del mare produce ben 216,7 miliardi di euro, incidendo per l’11,3% sul PIL nazionale. Questa forte capacità di connessione si concentra soprattutto nei trasporti, nella cantieristica e nelle attività ricreative e sportive. A livello territoriale, il Nord-Est vanta il moltiplicatore più alto d’Italia (2,1), segnale di un legame eccezionalmente solido tra le attività marittime e il tessuto produttivo dell’entroterra. – Lo ha spiegato Antonello Testa, Presidente di Informare, nell’illustrare i dati del Report.

Il focus Veneto

Il Veneto esprime una Blue Economy straordinariamente efficiente e concentrata. Il territorio regionale conta 40 Comuni costieri (11 litoranei e 29 prossimi al mare) distribuiti sulle sole province di Venezia e Rovigo. Pur ospitando appena il 16% della popolazione regionale (contro una media nazionale del 34,2% che vive sulle coste), in queste aree si produce il 15,7% della ricchezza complessiva del Veneto.

I dati salienti della Blue Economy veneta evidenziano performance nettamente superiori alla media nazionale:

Valore Aggiunto Diretto: 6,2 miliardi di euro (il 3,5% della ricchezza regionale), con un balzo record del +30,5% nel biennio 2023/2022 (il doppio rispetto al +15,9% della media italiana).

Occupazione: 79.897 addetti (3,3% del totale regionale), con una crescita straordinaria del +20,2%, a fronte del +7,7% registrato a livello nazionale.

Imprese: Nel 2024 le imprese registrate sono 14.293 (pari al 3,1% del totale regionale). In questo caso si nota l’unico dato in controtendenza, con una flessione del -1,8% (rispetto al +2,0% italiano), che tuttavia si inserisce in un quadro di sostanziale stabilità se analizzato sul periodo lungo (2019-2024).

L’effetto leva in Veneto

Grazie al moltiplicatore regionale di 2,1 (il più alto d’Italia), ai 6,2 miliardi di valore aggiunto diretto si affiancano 13,1 miliardi di euro di indotto, per una ricchezza complessiva generata dalla filiera del mare pari a 19,3 miliardi di euro. Questo significa che la Blue Economy contribuisce per ben il 10,9% al PIL di tutto il Veneto. Un peso specifico enorme, quasi pari all’11,3% del dato nazionale, ma ottenuto con appena 1/15 della popolazione regionale residente nelle aree costiere.

I settori chiave e il primato di Venezia

A livello settoriale, la ricchezza prodotta direttamente dal mare in Veneto vede al primo posto i Servizi di alloggio e ristorazione (turismo), che pesano per il 45,9% del valore aggiunto della filiera. Seguono la Movimentazione di merci e passeggeri (18,5%) e la Filiera della cantieristica (13,4%).

Nelle graduatorie nazionali spicca il ruolo dei territori veneti: Venezia è la 3ª provincia in Italia per numero assoluto di imprese blu (9.572 aziende) ed è 4ª a livello nazionale per incidenza del valore aggiunto sul totale dell’economia provinciale (15,4%). Venezia si posiziona al 4° posto in Italia anche per l’incidenza degli occupati (15,4%) e delle imprese marittime sul totale provinciale (12,7%).

Rovigo emerge con forza posizionandosi all’8° posto assoluto in Italia per la quota di imprese blu sul totale della provincia (9,6%), mentre si colloca al 17° posto per incidenza del valore aggiunto (8,1%) e al 32° per gli occupati (6,6%).

Le dinamiche imprenditoriali

L’analisi del tessuto imprenditoriale evidenzia profonde trasformazioni generazionali e di genere, utili a tracciare le tendenze future. Si registra una contrazione delle imprese giovanili (-10,7%), che rappresentano l’8,1% delle imprese blu, e delle imprese femminili (-4,1%), che costituiscono il 18,4% della Blue Economy regionale (un dato, quest’ultimo, in controtendenza rispetto alla crescita delle “imprese rosa” registrata a livello nazionale). A compensare questa flessione è la forte spinta delle imprese guidate da cittadini stranieri, cresciute del +25,4% e arrivate a rappresentare il 10,1% del comparto. Sebbene la riduzione delle imprese femminili impoverisca il settore in termini di diversificazione, il saldo complessivo resta positivo: la crescita delle imprese straniere è quantitativamente quasi il triplo rispetto alla perdita di quelle giovanili, a testimonianza di un settore attrattivo e in salute.

La bilancia commerciale

Il commercio estero legato alla Blue Economy veneta evidenzia un saldo complessivo negativo per 990,6 milioni di euro nel 2024. Questo risultato è interamente imputabile allo sbilanciamento strutturale della filiera ittica, che registra un deficit commerciale di 1.000,8 milioni di euro (150 milioni di export a fronte di 1.151 milioni di import). Non basta a compensare questo divario il saldo positivo della cantieristica, che chiude in surplus con +10,2 milioni di euro (26 milioni di export contro 15 milioni di import).

Intervenuti al convegno, per la Capitaneria di Porto il C.F. Giulio Cargnello e Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, che ha messo in evidenza come, nell’analizzare il turismo nautico, si continui ad approfondire poco o nulla la domanda turistica, continuando a mettere il focus sulla consistenza infrastrutturale dell’offerta. Per questa ragione, anche all’interno del cantiere di ricerca Adriatic Sea Tourism Report l’impegno di Risposte Turismo è a cogliere informazioni ed aspetti quantitativi e qualitativi della domanda di turismo nautico.

Acampora al convegno “Transizione ecologica, energetica e digitale”

L’eolico offshore, l’intelligenza artificiale e l’indipendenza energetica al centro del confronto promosso da Assonautica Venezia e Camera di Commercio Venezia Rovigo al Salone Nautico di Venezia a cui ha preso parte, nella mattinata di sabato 30 maggio, il Presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, di Assonautica Italiana e SI.Camera, Giovanni Acampora.

All’Arsenale, nel corso del convegno “Transizione ecologica, energetica e digitale”, ospitato presso la Sala Squadratori e moderato da Marino Masiero e Elena Magro di Assonautica Venezia, istituzioni, imprese e rappresentanti del sistema mare si sono confrontati sulle nuove sfide che coinvolgono nautica, innovazione e sostenibilità. Tra le tematiche affrontate anche il ruolo strategico del mare nello sviluppo delle energie rinnovabili, delle tecnologie digitali e delle nuove filiere industriali legate alla blue economy.

L’Italia e Venezia guardano alle direttrici dell’innovazione e del futuro, lo ha evidenziato nel suo intervento il Presidente Acampora: “L’energia – ha dichiarato – non è più solo un costo: è un fattore strategico. E il ruolo del mare sarà centrale per la produzione di energia pulita, con l’eolico offshore e l’energia delle onde; bisogna mettere in piedi intere filiere industriali e questo richiede grandi investimenti in tecnologia e innovazione, per lo stoccaggio dell’energia e per le infrastrutture, perché l’urgenza per l’Europa e per il nostro Paese è puntare all’indipendenza energetica. Tecnologie marine avanzate, digital twin, Intelligenza Artificiale e dimensione subacquea sono le nuove frontiere. Come Assonautica Italiana la nostra forza è la presenza sui territori che negli anni ci ha permesso di affermare il nostro ruolo di riferimento del Sistema camerale per il coordinamento delle strategie di sviluppo dell’economia del mare su scala nazionale e a livello locale. È un lavoro che facciamo attraverso un costante dialogo con le Istituzioni con proposte concrete, perché le sollecitazioni che abbiamo dai territori ci consentono di avere una visione ampia delle cose che si possono mettere a terra. Continuiamo sulla rotta tracciata: la doppia sfida della sostenibilità e della digitalizzazione impone la massima collaborazione tra Istituzioni, imprese e comunità locali, perché dobbiamo essere tutti motori del cambiamento”.

Per Venezia la sostenibilità non passa attraverso la rinuncia allo sviluppo, ma attraverso la capacità di innovare. “Noi riusciremo a battere il cambiamento climatico – ha dichiarato Simone Venturini, Sindaco della Città di Venezia che ha ringraziato Assonautica e il Presidente Acampora complimentandosi per l’impegno e per l’iniziativa – la lotta all’inquinamento dell’aria nel mare, le microplastiche, i temi che sappiamo, non con il declino industriale, il declino economico, ma con la crescita e lo sviluppo. Per crescere e per avere un Paese e un mondo più pulito dobbiamo puntare su investimenti, innovazione e crescita. Il Salone Nautico di Venezia con oggi rilancia per altri cinque anni e perché no, almeno per altri dieci”.

Al confronto hanno preso parte Francesco Boccia, Senatore della Repubblica e Capogruppo PD al Senato; Simona Petrucci, 8 ^ Commissione Senato, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l’Economia del Mare e relatrice del DDL Valorizzazione Risorsa Mare; Claudio Scarpa, Consigliere della Camera di Commercio Venezia Rovigo; Fulvio Mamone Capria, Presidente di AERO – Associazione Energie Rinnovabili Offshore; Marco Cappeddu, Consigliere e Presidente del Comitato Transizione Sostenibile di Confindustria Nautica; Luciano Serra, Presidente Assonat; Mauro Luigi Valente, Procuratore Generale AVM S.p.A. e ACTV S.p.A. e Fernando Diana, Co-fondatore e Amministratore Delegato di Citynews S.p.A.

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