Salute, M5S interroga Schillaci sulla fuga di pazienti verso il privato tra Cassino e Pozzilli

Attese di mesi nelle strutture pubbliche per esami necessari a definire lo stadio dei tumori favoriscono l'esodo verso servizi a pagamento

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per chiedergli di adottare iniziative urgenti “per garantire ai cittadini del Lazio il diritto alla salute nei tempi previsti dalla legge e senza dover ricorrere a onerosi viaggi fuori regione”. Nel mirino sono soprattutto quelli presso la Neuromed di Pozzilli. “Nel solo 2024, la Regione Lazio ha corrisposto alla clinica – scrivono in una nota i deputati pentastellati Andrea Quartini, Ilaria Fontana, Alfonso Colucci e Francesco Silvestri – quasi 4 milioni di euro per 3607 esami, con un incremento del 19% rispetto all’anno precedente. Il Lazio conta quasi 6 milioni di abitanti e circa 260mila pazienti oncologici, con 33mila nuovi casi all’anno, eppure la sanità pubblica laziale sembra disporre di sole sei apparecchiature Pet-Tc funzionanti. Nonostante lo stanziamento di circa 24 milioni di euro di fondi statali per l’acquisto di sei nuove macchine destinate a presidi pubblici, le operazioni risulterebbero ancora paralizzate”.

“Migliaia di pazienti oncologici costretti a spostarsi in Molise”

Secondo Quartini, Fontana, Colucci e Silvestro, “è gravissimo quanto sta avvenendo nel Lazio, dove migliaia di pazienti oncologici sono costretti a spostarsi in Molise, regione che peraltro è in piano di rientro, per effettuare esami essenziali, come per esempio la Pet-Tc. Parliamo di analisi dalla necessità assoluta per la definizione dello stadio dei tumori e per il monitoraggio dei trattamenti, ma nel Lazio i tempi di attesa per l’accesso alle strutture pubbliche sono addirittura nell’ordine di mesi e questo fa sì che si crei un flusso costante di pazienti verso la clinica privata Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, riconducibile all’eurodeputato della Lega Aldo Patriciello“.

L’installazione di una Pet-Tc in un ospedale privato cassinate

I deputati M5S ricordano anche che “il comune di Cassino, in provincia di Frosinone, ha concesso una deroga al piano regolatore generale per consentire l’installazione di una Pet-Tc presso la Casa di Cura San Raffaele, struttura riconducibile al deputato Antonio Angelucci, anch’egli della Lega, nonostante sul territorio sia presente un altro centro già autorizzato e, al contrario del San Raffaele, convenzionato con il Ssn. Per tutti questi motivi, abbiamo presentato un’interrogazione al ministro della Salute chiedendogli tra l’altro se non ritenga necessario avviare un’ispezione sul caso Neuromed. Dobbiamo assolutamente fermare il modello caro a questa destra, in cui la carenza programmata nel settore pubblico diventa un volano per il profitto degli amici nel privato”, concludono i deputati.

Attesa di mesi nel servizio pubblico che spinge verso il privato

L’atto parlamentare punta l’indice sulla “mobilità passiva” verso la Regione Molise per l’effettuazione di esami diagnostici essenziali, quali la PET-TC; “l’esame PET-TC rappresenta una necessità assoluta per la definizione dello stadio delle neoplasie maligne e per il monitoraggio (follow-up) dei trattamenti, ma nel Lazio i tempi di attesa per l’accesso alle strutture pubbliche raggiungono l’ordine addirittura di mesi! Tale inefficienza del sistema sanitario regionale laziale alimenta un flusso costante di pazienti verso la clinica privata “Neuromed”. Nel solo anno 2024, la Regione Lazio ha
corrisposto alla clinica Neuromed oltre 3,7 milioni di euro per 3.607 esami omoscintigrafici, registrando un incremento del 19% rispetto all’anno precedente; nello specifico delle PET globali corporee, la spesa è aumentata di 600.000 euro in un solo anno, con un incremento delle prestazioni del 22% (passate da 2.553 a 3.122)”.

Ipotesi conflitti d’interesse per medici che consigliano altre strutture

Fonti ospedaliere riferite dal deputato M5S Quartini “riferirebbero addirittura di casi in cui medici appartenenti a strutture pubbliche laziali indirizzerebbero i pazienti verso la suddetta clinica molisana”. L’interrogazione chiede una verifica circa la “congruità del piano di potenziamento tecnologico della Regione Lazio, accertando i motivi del ritardo nell’installazione delle sei apparecchiature PET-TC finanziate con risorse pubbliche; se non ritenga necessario attivare i servizi ispettivi per verificare la correttezza delle procedure di invio dei pazienti dal sistema pubblico verso la struttura privata e se vi siano profili di conflitto di interesse derivanti dalla mancata attivazione delle risorse interne alla Regione; come intenda giustificare la proliferazione di autorizzazioni per alte tecnologie a favore di soggetti privati non convenzionati in zone dove il servizio pubblico risulta carente, al fine di evitare che la
carenza programmata nel pubblico diventi un volano per il profitto privato”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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