Sanità, mancano medici di base nei piccoli comuni del Lazio. Battisti chiede misure urgenti

La consigliera Dem: "Il diritto alla salute deve essere effettivo e accessibile per tutti, indipendentemente dal luogo di residenza"

Sanità territoriale sempre più in affanno nel Lazio, soprattutto nei piccoli Comuni dove trovare un medico di base sta diventando un’impresa. Da qui l’appello della consigliera regionale del Partito Democratico, Sara Battisti, che chiede interventi urgenti per garantire assistenza e pari accesso alle cure anche nelle aree più periferiche.

“Garantire la presenza della medicina generale nei piccoli comuni del Lazio è una priorità non più rinviabile. Il diritto alla salute deve essere effettivo e accessibile per tutti, indipendentemente dal luogo di residenza. La situazione, invece, diventa sempre più drammatica in particolare nei piccoli comuni del nostro straordinario territorio. Per questo ho presentato una mozione che impegna il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e la Giunta ad adottare misure urgenti e concrete, a partire dalla possibilità, anche in via sperimentale, di consentire ai medici di medicina generale di aprire studi ulteriori nei comuni privi di assistenza, superando gli attuali vincoli territoriali”. – Così, in una nota, la consigliera regionale del Lazio del Partito Democratico, Sara Battisti.

“La carenza di medici di medicina generale – prosegue – particolarmente evidente nelle aree interne, rischia di compromettere il primo presidio di assistenza territoriale, aumentando le disuguaglianze tra cittadini e contribuendo allo spopolamento di intere comunità. È fondamentale introdurre criteri chiari e strumenti di incentivazione, sia economici che organizzativi, per favorire la presenza stabile dei medici nei Comuni sotto i mille abitanti, prevedendo anche meccanismi automatici di deroga e forme di sostegno per l’apertura di nuovi studi. Accanto a questo, proponiamo il coinvolgimento diretto delle ASL nella mappatura delle aree carenti e una fase sperimentale di 12 mesi, al termine della quale valutare l’efficacia delle misure adottate e la loro eventuale stabilizzazione. Tra le proposte anche la possibilità di utilizzare, in via temporanea, medici in prepensionamento disponibili, nei casi in cui gli avvisi vadano deserti. L’obiettivo – conclude – è chiaro: rafforzare la medicina territoriale, ridurre le disuguaglianze e assicurare a tutti i cittadini del Lazio un accesso equo e dignitoso alle cure”.

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