«Quando ho visto il pulmino ribaltato mi sono fermato d’istinto». Inizia così il racconto di Filippo Messina, operaio specializzato nella manutenzione dei POP di Open Fiber, tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente avvenuto il 7 gennaio a Cervaro, dove uno scuolabus si è ribaltato con a bordo bambini, una maestra e l’autista.
Messina si trovava in zona per lavoro. «Il navigatore mi aveva fatto sbagliare strada più volte. È stato il caso a portarmi lì». Avvicinandosi al mezzo capovolto sente piangere: «Dentro c’erano sette-otto bambini, la maestra e l’autista. Erano terrorizzati».
L’autista era in evidente stato di shock. «Ho capito subito che bisognava far uscire i bambini perché dentro l’aria stava finendo». Recupera dal suo furgone un attrezzo da lavoro e tenta di smontare il finestrino posteriore senza romperlo. «Volevo evitare che si facessero male, ma il vetro alla fine si è rotto».
Con l’aiuto di alcuni cittadini sopraggiunti nel frattempo, Messina organizza l’evacuazione. «Abbiamo usato un cartone e dei guanti per proteggere i bordi. I bambini sono usciti uno alla volta e li abbiamo messi subito in sicurezza». Un’auto di passaggio si ferma e chiama i soccorsi.
Dopo i bambini esce anche la maestra. L’autista ha un breve mancamento ma poi si riprende. «C’erano ormai tante persone e stavano arrivando i mezzi di emergenza, così sono andato via. Dovevo rientrare al lavoro, ma solo dopo essermi assicurato che la situazione fosse sotto controllo».
«Non mi sento un eroe – conclude – ho fatto quello che chiunque avrebbe dovuto fare. Però è qualcosa che ti segna. Vedere quei bambini così non lo dimentichi».