Il Sora torna a casa e il debutto al Tomei diventa un incontro tra generazioni. Domenica, prima della sfida contro la Don Pino Puglisi Nettuno II, saranno Marco D’Ambra ed Emilio Coraggio ad accompagnare sul terreno di gioco i ragazzi del settore giovanile. Due bandiere bianconere accanto ai più giovani, per dare alla prima partita casalinga della stagione un significato che va oltre il risultato.
D’Ambra, nettunese di origine e protagonista della storica promozione in Serie C2, ritroverà il pubblico sorano proprio in occasione del confronto con una squadra della sua città. Al suo fianco ci sarà Coraggio, indimenticato capitano bianconero. La società invita i tifosi ad arrivare prima del calcio d’inizio, fissato alle 15.30, per partecipare all’accoglienza.
Poi toccherà alla squadra di Angelo Bottoni, chiamata a confermare le buone indicazioni dell’esordio. Il 3-0 sul campo del Real Aprilia ha dato fiducia al gruppo, ma il tecnico tiene alta l’attenzione: il primo successo rappresenta un punto di partenza, mentre il percorso richiede continuità e capacità di affrontare le difficoltà.
«Siamo partiti con il piede giusto ed è giusto averne consapevolezza, perché il campo ha detto questo», osserva Bottoni. L’allenatore mette però in guardia dalla tentazione di considerare le partite vinte prima ancora di disputarle: «Dobbiamo rimanere tranquilli, sereni, perché il campionato è una corsa ad ostacoli, sarà lunga e domenica sarà il secondo di trenta».
La Don Pino Puglisi Nettuno II si presenterà al Tomei dopo aver battuto per 3-0 il Città di Maenza. Un avversario da valutare con attenzione, soprattutto in una fase del campionato nella quale le squadre stanno ancora definendo equilibri e caratteristiche.
Per Bottoni, la capacità di leggere la gara e correggere qualcosa durante il gioco dovrà accompagnarsi a una preparazione precisa. Il riferimento resta l’atteggiamento del Sora: «L’identità che mai dobbiamo perdere a seconda dell’avversario», sottolinea il tecnico, richiamando la necessità di rimanere concentrati minuto dopo minuto.
Il ritorno davanti ai tifosi porterà anche aspettative e responsabilità. Bottoni le considera parte della scelta compiuta insieme ai suoi giocatori, arrivati a Sora con la volontà di contribuire alla ripartenza.
«È una pressione piacevole», spiega. «Se abbiamo scelto con entusiasmo di sposare questo progetto e di venire a Sora è proprio perché sappiamo a cosa andiamo incontro». Il riferimento è a una piazza «storica, importante», che il tecnico e il gruppo vogliono aiutare a risalire passo dopo passo.
Sul piano della formazione, la prestazione di Aprilia avrà un peso nelle valutazioni, ma le gerarchie restano in costruzione. Bottoni chiarisce che la rosa è ancora in fase di rodaggio e che il coinvolgimento dovrà riguardare tutti: «Saremo tutti coinvolti da qui alla fine del campionato sicuramente».
Al Tomei, dunque, il Sora cercherà la prima vittoria davanti al proprio pubblico. A precedere il confronto sarà l’abbraccio tra le bandiere del passato e i ragazzi del settore giovanile: il primo momento di una domenica nella quale la città tornerà a ritrovarsi attorno ai colori bianconeri.