Sigarette elettroniche e pubblicità “scorrette”, sentenza storica in Tribunale

Vittoria in aula dell’associazione Codici per la tutela dei diritti e della salute dei consumatori. La sentenza del Tribunale

Vittoria in aula dell’associazione Codici per la tutela dei diritti e della salute dei consumatori. Il Tribunale di Torino ha accolto l’azione inibitoria promossa nei confronti della Smart Evolution Trading Spa. Si tratta di una società il cui oggetto sociale ricomprende la produzione, l’import-export, nonché il commercio all’ingrosso ed al dettaglio di sigarette elettroniche e relativi liquidi di ricarica. Tra i marchi commercializzati rientra la sigaretta elettronica denominata Elfbar, nelle versioni T600 e LostMary BM600, oltre ad altri marchi, tra cui One Lite, Puffbar e Veev. Motivo dell’intervento di Codici è la comunicazione commerciale adottata dall’azienda, ritenuta scorretta, come confermato dai giudici.

“Sono state accertate una serie di violazioni – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e la società dovrà rimuovere le comunicazioni indicate come illecite. Una sentenza importante, perché parliamo di diritti e di salute”.

Entrando nello specifico del pronunciamento dei giudici, sono state accertate violazioni nelle comunicazioni commerciali nei servizi della società dell’informazione, in quanto il consumatore viene incentivato all’acquisto attraverso offerte promozionali, come la spedizione gratuita per ordini superiori ad una determinata cifra o effettuati in breve tempo, oppure descrizioni accattivanti dei prodotti, tra comfort e maneggevolezza. Ci sono anche carte fedeltà con tanto di programma a premi e outlet. Sono state accertate poi delle violazioni per quanto riguarda le comunicazioni commerciali su pubblicazioni stampate. In alcuni punti vendita, ad esempio, sono stati trovati volantini riportanti messaggi rassicuranti per quanto riguarda le conseguenze sulla salute legate all’utilizzo delle sigarette elettroniche e dei liquidi commercializzati. Un’altra violazione accertata chiama in causa l’etichettatura, in quanto è stabilito che non devono contenere elementi o caratteristiche che promuovono o incoraggiano il consumo dando un’impressione errata quanto alle caratteristiche, agli effetti sulla salute, ai rischi o alle emissioni.

“L’augurio è che questa sentenza serva da esempio – afferma Giacomelli –. Quello delle sigarette elettroniche è un settore che punta molto sull’immagine e strizza l’occhio ai giovani, attraverso anche il coinvolgimento di influencer per sfruttare i social. Spesso, però, non vengono fornite le adeguate informazioni sulle conseguenze ed i rischi legati al fumo. E questo è chiaramente grave oltre che pericoloso”.

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