Sindrome da rientro, perché tornare dalle vacanze può destabilizzarci e come riprendere la routine

La valigia è disfatta, il bucato è quasi finito e sul calendario compare di nuovo il primo giorno di lavoro. È proprio in quel momento che, per alcune persone, arriva la parte più difficile delle vacanze. Non la partenza. Il ritorno.

La cosiddetta “sindrome da rientro” viene utilizzata per descrivere quell’insieme di sensazioni che possono comparire quando si torna improvvisamente alla routine dopo un periodo di pausa: stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, sonno disturbato, poca motivazione e la sensazione che le ferie siano finite troppo presto. Non si tratta necessariamente di una malattia e non ogni forma di malinconia post-vacanza rappresenta un disturbo. Ma il fenomeno è interessante perché mostra quanto il nostro organismo risenta dei cambiamenti di ritmo.

Durante le vacanze cambiamo più cose di quanto pensiamo

Quando siamo in ferie non cambia soltanto il luogo in cui ci troviamo. Cambiano gli orari della sveglia, il sonno, i pasti, l’attività fisica, l’esposizione alla luce, il tempo trascorso davanti agli schermi e soprattutto la quantità di impegni programmati.

Possiamo dormire di più, mangiare più tardi, fare una passeggiata dopo cena invece di essere davanti al computer e non avere appuntamenti fissati ogni mezz’ora. Poi, in poche ore, tutto torna come prima. La sveglia suona presto, bisogna prepararsi, affrontare il traffico, rispettare scadenze e rispondere a messaggi ed e-mail. Il cambiamento può essere più brusco di quanto immaginiamo.

Perché ci sentiamo scarichi proprio quando dovremmo essere riposati?

È una delle contraddizioni più frequenti. “Ho appena fatto le vacanze, perché sono così stanco?” Perché riposarsi non significa necessariamente arrivare al primo giorno di lavoro con una riserva infinita di energia. Se durante le ferie abbiamo modificato molto gli orari, dormito in maniera irregolare, viaggiato o semplicemente vissuto giornate molto più intense del solito, il corpo deve comunque riadattarsi.

A questo si aggiunge un elemento psicologico: il passaggio da un periodo nel quale gli impegni erano ridotti a una situazione in cui aumentano nuovamente responsabilità e richieste può generare una sensazione di pressione.

C’è poi un aspetto da non sottovalutare. Se il rientro viene vissuto con particolare ansia, irritabilità o senso di oppressione, potrebbe essere utile chiedersi non soltanto “quanto mi pesa tornare al lavoro?”, ma anche “quanto ero stanco prima di partire?”. Le ferie, infatti, possono rendere più evidente una condizione che era già presente: stress accumulato, sonno insufficiente, sovraccarico di impegni o difficoltà a staccare davvero. Il ritorno alla routine può semplicemente riportare in superficie ciò che la pausa aveva temporaneamente attenuato.

Il corpo ha bisogno di una transizione

Una delle strategie più utili è evitare, quando possibile, il passaggio immediato dalla modalità vacanza alla modalità emergenza. Rientrare qualche giorno prima di riprendere il lavoro può permettere di sistemare gli orari, recuperare il sonno e riprendere gradualmente le abitudini quotidiane. Anche la sera prima del rientro sarebbe meglio evitare di trasformarla in una maratona di attività, valigie, smartphone e pensieri sul giorno successivo. E nei primi giorni non è necessario pretendere da se stessi il massimo assoluto. Riprendere progressivamente ritmi, sonno e organizzazione può essere più efficace che cercare di recuperare tutto immediatamente.

Un errore comune è pensare: “Le vacanze sono finite, adesso devo rimettermi subito in riga”. In realtà il ritorno può essere anche l’occasione per conservare qualcosa delle abitudini positive sperimentate durante le ferie. Una passeggiata serale, una colazione senza fretta quando possibile, un po’ di attività fisica, una cena senza telefono o semplicemente qualche momento della giornata completamente libero possono diventare piccoli spazi di continuità tra vacanza e vita quotidiana. Non tutto ciò che appartiene alle ferie deve necessariamente finire insieme alle ferie.

Quando il malessere merita attenzione

La stanchezza e la difficoltà a riprendere i ritmi abituali nei primi giorni possono essere normali. Se però il disagio è intenso, dura a lungo o interferisce con sonno, lavoro, relazioni e vita quotidiana, non va liquidato automaticamente come semplice “stress da rientro”. In quel caso può essere utile parlarne con il proprio medico o con un professionista della salute. Perché il problema non è sentirsi un po’ tristi quando finiscono le vacanze. Il vero campanello d’allarme è quando tornare alla propria vita quotidiana diventa così pesante da farci stare male anche molto tempo dopo aver disfatto la valigia.

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