Soltanto otto anni per realizzare l’Autostrada del Sole Milano-Napoli, trent’anni di chiacchiere sul progetto della Roma-Latina

Nodo collegamenti e infrastrutture. La Cisterna-Valmontone sarà davvero la svolta? "Sotto la Lente" isolamento e prospettive

Sarebbero dovuti iniziare già nel 2011 per essere completati nel 2017, quasi lo stesso tempo impiegato a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 per realizzare l’Autostrada del Sole, 764 chilometri di asfalto per collegare Milano a Napoli, ma dei lavori per la realizzazione del nuovo collegamento stradale Roma-Latina, poco meno di 60 chilometri, non c’è ancora traccia.

La recente visita a Latina del Ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini per presentare l’imminente apertura del primo cantiere della bretella Cisterna-Valmontone, 31 chilometri per mettere in connessione diretta la provincia pontina con l’A1, è stata salutata come un evento, anche se in realtà si è trattato soltanto dell’ultimo annuncio in ordine di tempo. Non è escluso che gli effetti disastrosi in campo energetico provocati dalla guerra scatenata dagli Usa nei confronti dell’Iran possano determinare un ulteriore slittamento dell’avvio dei lavori, non fosse altro per l’inevitabile aumento dei costi dell’opera provocati dall’impennata dei prezzi del petrolio. Oggi nessuna impresa sarebbe disposta a mettersi in moto su un progetto da 1,4 miliardi di euro sapendo che arriverebbe col fiato corto già a metà dell’opera. Insomma, ecco un buon pretesto per un nuovo rinvio.

Ma il problema di fondo è un altro: ha senso rincorrere un progetto di venticinque anni fa, che non sarà realizzato prima dei prossimi quindici anni, mentre intorno a noi il mondo è già profondamente cambiato, con nuovi bisogni e nuove prospettive? 

Avere una Pontina con il doppio delle corsie di cui dispone era una necessità molto avvertita già negli anni ’80, ed è attualmente un vero incubo per tutti quelli che quotidianamente si vedono costretti a fare la spola in automobile tra Latina e Roma. Il giorno che dovessimo assistere al taglio del nastro di quest’opera inseguita da decenni, cosa cambierebbe per la città di Latina e per il resto del territorio pontino a sud del capoluogo? Quel giorno sarà finalmente superato l’isolamento della provincia di Latina? E’ improbabile, se i collegamenti tra Latina e Gaeta e tra Latina e Frosinone saranno gli stessi di adesso, se le merci in partenza e in arrivo al Mof di Fondi avranno a disposizione le stesse strade di oggi, se continueranno ad essere due i binari della ferrovia che collega Minturno a Roma. Col fior fiore di tecnici che affollano i ministeri romani è curioso che a nessuno sia venuto in mente che potrebbe essere un azzardo investire diversi miliardi di euro per realizzare un corridoio autostradale che una volta ultimato rischierebbe di rivelarsi un vicolo cieco se non sarà supportato da una strategia di rete infrastrutturale capace di collegare la provincia di Latina con il Paese intero e non soltanto con Roma?

Sì, da qualche parte bisognerà pur cominciare se si vuole uscire dall’isolamento che spaventa tanto i nostri amministratori, ma davvero il modo migliore è quello di inseguire l’apertura di un cantiere piuttosto che progettare la rete capace di guardare ai prossimi cinquant’anni senza correre il rischio di essere già vecchio l’anno prossimo? Perché tra le tante opzioni, potrebbe esserci anche quella di custodire gelosamente l’attuale stato di isolamento e fare di questo territorio uno scrigno inimitabile da consegnare integro ai posteri. Uno scrigno fatto di mare, di ambiente, di palude, di miti, di Cora, di Norba e Setia, di Terracina e Gaeta e Formia, di via Appia e di Medioevo, di religione e di sogni e bellezze, di tecnologie avanzate e industrie all’avanguardia. 

Ma anche per questo ci vorrebbero un progetto e delle teste capaci di elaborarlo e di altre teste capaci di esportarlo rendendolo credibile, fattibile, sempre attuale, vincente.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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